24 luglio 2021
Aggiornato 13:00
Mafie

Palermo: si suicida imprenditore collaboratore di giustizia

L'uomo aiutò i magistrati a far luce su estorsioni a Bagheria dando il via all'operazione "Reset", che ha consentito ai carabinieri di Palermo di smantellare il mandamento mafioso

PALERMO - Tra gli imprenditori che collaborando con la giustizia, denunciando le richieste di pizzo, ha portato all'operazione "Reset", che ha consentito ai carabinieri di Palermo di smantellare il mandamento mafioso di Bagheria, c'è stato anche Giuseppe Sciortino, morto suicida proprio pochi giorni dopo aver parlato con i magistrati.

CREDITI MILIONARI E DEBITO DA 500MILA EURO - L'uomo vantava crediti milionari da parte dei committenti per cui aveva lavorato, ma non riuscendo ad incassare i soldi, aveva accumulato debiti per circa 500mila euro. Un circolo vizioso in cui si era inserita anche la "mano" di Cosa nostra, che nel territorio di Bagheria sfruttava gli imprenditori come una sorta di "bancomat" per rimpinguare le proprie casse, e che lo ha portato ad impiccarsi nel magazzino della propria ditta lo scorso 20 marzo. L'operazione "Reset" ha visto, per la prima volta in un territorio in cui l'omertà è ancora molto forte, la denuncia, da parte di una ventina di imprenditori, delle richieste estorsive avanzate dal mandamento. Gli inquirenti sono riusciti a raccogliere informazioni utili a ricostruire 44 episodi estorsivi.