24 ottobre 2020
Aggiornato 05:30
Mafie

'Ndrangheta: sequestrati 13 milioni al boss, operaio forestale

Sequestro preventivo dei beni di Nicola Romano, 65 anni. L'uomo già in carcere, ha rivestito un ruolo di primissimo piano nell'ambito delle consorterie mafiose della fascia jonica reggina, in qualità di capo del «locale» di Antonimina

REGGIO CALABRIA - A seguito di una proposta di applicazione di misura di prevenzione personale e patrimoniale formulata dal direttore della Direzione Investigativa Antimafia Arturo De Felice, la Dia di Reggio Calabria ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni per circa 13 milioni di euro emesso dal Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di Nicola Romano, 65 anni di Antonimina (Reggio Calabria), operaio forestale che di fatto svolgeva l'attività di imprenditore occupandosi delle imprese di famiglia e gestendo direttamente la realizzazione di opere pubbliche ed il taglio boschivo, forte del legame mantenuto per diversi anni con la famiglia mafiosa dei Cordì di Locri.

CAPO DELLA LOCALE DI ANTONIMINA - Romano, che si trova in carcere, ha rivestito un ruolo di primissimo piano nell'ambito delle consorterie mafiose della fascia jonica reggina, in qualità di capo del «locale» di Antonimina. Inoltre è risultato svolgere il ruolo apicale di capo consigliere della Sacra Corona, una struttura criminale con a capo Vincenzo Melia, posta superiormente ai locali di 'ndrangheta dislocati sui territori di Antonimina, Ciminà, Ardore, Cirella di Platì e Canolo, tutti comuni nella fascia jonica della provincia reggina. La Sacra Corona vantava legami criminali con gli esponenti criminali delle principali famiglie mafiose della provincia reggina, come i Commisso di Siderno, i Cordì di Locri, i Pelle di San Luca, gli Aquino di Marina di Gioiosa Jonica, i Vallelunga di Serra San Bruno, i Barbaro di Platì, gli Ietto di Natile di Careri, i Primerano di Bovalino e con personaggi di assoluto spessore criminale all'interno della 'ndrangheta, quali tra gli altri Giovanni Maesano e Antonino Tripodo.

LE AZIENDE COINVOLTE - Il sequestro a carico di Romano riguarda il suo patrimonio per circa 13 milioni di euro e, in particolare, l'intero patrimonio aziendale della ditta La Radica di Fazzari Teresa, esercente attività di fabbricazione di prodotti in legno; l'intero patrimonio aziendale e intero capitale sociale della Due Monti Legnami, esercente attività di commercio all'ingrosso di legnami; l'intero patrimonio aziendale e l'intero capitale sociale della M.A.R. Srl uni personale, attiva nel settore produzione calcestruzzo; l'intero patrimonio aziendale della ditta individuale Le vie del legno di Pollifroni Carmine, esercente attività di industria boschiva e di coltivazione ortaggi, colture olivicole e cerealicole; 47 immobili, tra cui circa 31 appezzamenti di terreno per un'estensione complessiva di circa 22 ettari di terreno coltivato, sette appartamenti per civile abitazione, un capannone adibito a stabilimento industriale di circa 900 mq, diversi magazzini e fabbricati rurali; disponibilità finanziarie aziendali e personali in fase di quantificazione.