12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Giustizia

Napolitano ai Magistrati: «Meno potere e più al servizio dei cittadini»

Lo ha ribadito il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontrando al Quirinale i nuovi magistrati tirocinanti: «Il giudice deve conoscere la società in cui opera e misurare le ricadute dei suoi provvedimenti».

ROMA - «Tutti i magistrati devono mantenere una rigorosa osservanza del loro ambito e delle loro competenze e delle funzioni rivestite, che sono far rispettare la legalità e tutelare l'effettività dei diritti dei cittadini, rifuggendo dal sentirsi investiti da missioni improprie e fuorvianti». Devono insomma «sentirsi sempre meno potere e sempre più servizio come vuole la Costituzione». Lo ha ribadito il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontrando al Quirinale i nuovi magistrati tirocinanti.

«Il magistrato preparato non si basa solo sul sapere tecnico ma anche sulla dimensione istituzionale in quanto questo è il primo e più autorevole presidio di autonomia e indipendenza. Solo un magistrato attrezzato professionalmente può offrire ai cittadini imparzialità e ponderazione delle decisioni nell'attività giudiziaria». Perciò Napolitano auspica che «aumenti lo spirito di servizio e l'attenzione ai problemi dei cittadini, soprattutto verso i più vulnerabili in un contesto lacerato da problemi economici e sociali».

«Il giudice deve conoscere la società in cui opera e misurare le ricadute dei suoi provvedimenti», ha proseguito Napolitano, secondo il quale è «importante che i giovani facciano esperienze presso istituzioni esterne, si confrontino con istanze e critiche dell'opinione pubblica nella consapevolezza che c'è un'interazione tra chi ha responsabilità istituzionali, evitando personalismi e l'arroccamento su posizioni precostituite che non si confanno alla loro funzione».