22 gennaio 2022
Aggiornato 03:30
Politica & Giustizia

Napolitano: «Non ho offerto nessuno scudo a Berlusconi»

Lo precisa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una lettera a Repubblica nella quale definisce «false» alcune cose scritte dal quotidiano romano

ROMA - «Nessuno scudo» è stato offerto dal Quirinale a Silvio Berlusconi per i suoi processi. Lo precisa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una lettera a Repubblica nella quale definisce «false» alcune cose scritte dal quotidiano romano. «Nell'incontro con il comitato di presidenza del Csm, incontro da me promosso nel segno del mio costante rispetto verso la magistratura e il suo organo di autogoverno (e semplicemente omesso nell'articolo di Giannini), è risultato ben chiaro - sottolinea Napolitano - che nessuno 'scudo' è stato offerto a chi è imputato in procedimenti penali da cui 'non può sentirsi esonerato in virtù dell'investitura popolare ricevuta».

Secondo Napolitano nell'articolo intitolato 'Un premio ai sediziosi l'autore Massimo Giannini ha dato «una versione arbitraria e falsa dell'incontro con una delegazione del Pdl». Il Capo dello Stato conferma parola per parola il comunicato del Quirinale, seguito all'incontro, nel quale si ribadiva che «nessuna richiesta di impropri interventi nei confronti del potere giudiziario mi è stata rivolta» né, sottolinea, mi è stato «annunciato o prospettato alcun 'Aventino della destra».

Napolitano precisa ancora che «l'incontro mi era stato chiesto dall'onorevole Alfano la domenica sera nell'annunciarmi l'annullamento della manifestazione al Palazzo di Giustizia di Milano (poi svoltasi la mattina seguente senza preavviso, da me valutata 'senza precedenti' per la sua gravità».

«L'incontro al Quirinale con i rappresentanti della coalizione cui è andato il favore del 29% degli elettori era stato confermato - sottolinea Napolitano - dopo mie vibrate reazioni espresse direttamente ai principali esponenti del Pdl per la loro presa di posizione. Quel rammarico, ovvero deplorazione, è stato da me rinnovato, insieme con un richiamo severo a principi, regole e interessi generali del paese che solo con tendenziosità tale da fare il gioco di quanti egli intende colpire, Giannini ha potuto presentare come 'riconoscimento al Cavaliere di un legittimo impedimento automatico o di un lodo Alfano provvisorio».