22 ottobre 2019
Aggiornato 15:30
Imprenditore rapito

Liberato Calevo, Chiusolo: «Al vaglio il ruolo di altre 4-6 persone»

«Grande soddisfazione» per l'operazione che ha portato alla liberazione di Andrea Calevo e al fermo di tre persone, due italiani ed un albanese, mentre si sta ancora vagliando la posizione di altre persone («quattro/sei») che potrebbero essere state coinvolte nella rapina nella villa di Calevo a Lerici

GENOVA - «Grande soddisfazione» per l'operazione che ha portato alla liberazione di Andrea Calevo e al fermo di tre persone, due italiani ed un albanese, mentre si sta ancora vagliando la posizione di altre persone («quattro/sei») che potrebbero essere state coinvolte nella rapina nella villa di Calevo a Lerici. E' così che Gaetano Chiusolo, direttore della Direzione centrale Anticrimine (Dac), fornisce i primi dettagli dell'operazione interforze che ha portato alla liberazione del giovane imprenditore rapito a Lerici il 16 dicembre.

«Innanzitutto - dice Chiusolo a TM News - grande soddisfazione per la liberazione dopo solo 14 giorni di questo giovane imprenditore». Sin dall'inizio, prosegue Chiusolo, c'è stata «una grande sinergia tra la procura e gli investigatori di polizia e carabinieri che hanno condiviso strategie ed intelligentemente diviso i compiti»

Sono state analizzate attentamente le «relazioni con la famiglia», e contestualmente è stata effettuata «una attenta analisi della dinamica del sequestro» ricostruendola nei minimi dettagli. Una «complessa attività tecnica» ha portato a comprendere il ruolo delle persone che poi sono state fermate. Si tratta di «due italiani, un 25enne ed un 70enne legati da rapporti di parentela, ed un albanese». I tre, spiega Chiusolo «lavoravano nel campo dell'edilizia» ma non sono ancora chiari gli eventuali rapporti con l'impresa di Calevo. Rapporti che sono «al vaglio degli inquirenti, così come la posizione di altre quattro/sei persone che potrebbero avere partecipato alla rapina».

L'ostaggio, conferma Chiusolo, «è in condizioni di salute abbastanza buona», considerando che è rimasto sotto sequestro per 15 giorni e potrebbe non essere stato alimentato a sufficienza.