4 agosto 2021
Aggiornato 01:30
Editoriale sul sito di ItaliaFutura

Montezemolo: «Uno, cento, mille passi indietro»

L'associazione politica di Luca Cordero di Montezemolo «ItaliaFutura» chiede alle leadership delle forze politiche di non ricandidare l'80% degli attuali parlamentari, come atto politico di «disarmo unilaterale» bipartisan

ROMA - Con un editoriale sul sito dall'eloquente titolo «Uno, cento, mille passi indietro», l'associazione politica di Luca Cordero di Montezemolo 'ItaliaFutura' chiede alle leadership delle forze politiche di non ricandidare l'80% degli attuali parlamentari, come atto politico di «disarmo unilaterale» bipartisan. In nome di «un rinnovamento generale della classe dirigente» che sia frutto di «una rigorosa selezione in base alla quale solo un quinto degli attuali deputati e senatori dovrebbe essere ripresentata alla prova elettorale».

«Al di là di questo o di quell'atto individuale - ha esortato ItaliaFutura - la classe politica italiana ha il dovere di assumere un'iniziativa di sistema che trasmetta un messaggio chiaro e indiscutibile. Tale sarebbe la scelta, da parte delle leadership nazionali dei partiti, di autoregolamentare la quantità e la qualità dei ricandidati alle prossime elezioni. Ovvero di operare una rigorosa selezione in base alla quale solo un quinto degli attuali deputati e senatori dovrebbe essere ripresentata alla prova elettorale».

«Siamo certi - è scritto nell'editoriale - che il venti per cento rappresenti una quota sufficiente a rappresentare i casi di comprovata eccellenza ed esperienza che sicuramente esistono tra i deputati e i senatori, e che al di là del dato anagrafico dovrebbero essere individuati da ogni partito con una rigorosa selezione di merito e competenza. Si tratterebbe inoltre, da parte delle leadership nazionali, anche di un atto di saggezza verso il futuro dei propri partiti, che solo in questo modo potrebbero sperare di riguadagnare la fiducia dei cittadini e di entrare da autorevoli protagonisti nella Terza Repubblica».

E «parliamo di un atto volontario: un gesto unilaterale di disarmo nei confronti di un'opinione pubblica che attende qualcosa di più concreto delle promesse, dei maquillage o della cancellazione dei nomi dal simbolo, per tornare a guardare con fiducia alle istituzioni della politica».

«La classe politica italiana ha fatto tutto il possibile per meritarsi la cattiva fama che ha. Il catalogo dei suoi ritardi, delle occasioni perdute e degli errori che ha accumulato è sterminato», ha denunciato ItaliaFutura. Ma «lo stato in cui la politica lascia il paese alla fine della Seconda Repubblica esclude però la possibilità di un falò populista nel quale bruciare insieme ai partiti le istituzioni della nostra democrazia repubblicana». E' dunque necessario «chiudere ogni spazio a scorciatoie giustizialiste e populiste si può, se la classe politica avrà ora il coraggio di assumersi le proprie responsabilità facendo un passo indietro».

Detto questo, «se fosse confermato, il gesto di Silvio Berlusconi rappresenterebbe un atto di responsabilità importante verso l'esigenza di dare nuova rappresentanza a tutti quegli elettori che negli anni si sono riconosciuti nel Pdl. Così come la rinuncia di Walter Veltroni ad una nuova candidatura parlamentare costituisce un atto di responsabilità verso l'elettorato del Partito Democratico. Ma il rinnovamento della politica - è scritto nell'editoriale dell'associazione di Montezemolo - non può essere affidato al caso o all'iniziativa dei singoli, per quanto apprezzabili».