22 settembre 2020
Aggiornato 12:00
Caso Aldrovandi

La madre di Federico: Non credo alle scuse per gli insulti su Facebook

Patrizia Moretti a La Repubblica: «E' una tattica per paura del procedimento disciplinare»

ROMA - Una «tattica» per «paura del procedimento disciplinare». Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, il ragazzo di Ferrara ucciso la mattina del 25 settembre 2005, non crede sincere le scuse di Paolo Forlani, il poliziotto che su Facebook ha postato frasi di insulti dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna per lui e tre colleghi ritenuti colpevoli dell'omicidio colposo del giovane Federico. Il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri ha disposto un procedimento disciplinare contro l'autore delle frasi su Facebook.

NON HO FRETTA, FIDUCIA SI - «Non credo che le parole di scuse e pentimento siano farina del suo sacco - dice Patrizia Moretti in una intervista a La Repubblica - Penso che gliele abbia scritte qualcun altro, magari l'avvocato. Se fosse una persona sincera la coscienza avrebbe dovuto parlargli quasi sette anni fa. Avrebbe dovuto chiedere perdono quando ha colpito e schiacciato mio figlio, fino a togliergli la vita, assieme agli altri di pattuglia. L'errore che ammette è 'solo' quello di Facebook, non il massacro di allora».
«Spero che i poliziotti» ritenuti colpevoli «restino senza divisa, senza pistola, senza lavoro in polizia. Non ho fretta - aggiunge la madre di Federico Aldrovandi - fiducia sì. Mi hanno portato via Federico, non ho più nulla da perdere. Ma questo non significa che mi rassegno. Anzi. Continuo a combattere».