28 settembre 2020
Aggiornato 21:00
Seduta del consiglio comunale di Milano convocata in suo onore

Il Dalai Lama vede la luce nel tunnel della crisi

Il leader del buddismo tibetano: Sviluppo materiale non è garanzia di felicità. Dagli europei sviluppi incredibili in attitudine alla pace. Il Sindaco di Milano Pisapia: La visita un'occasione per cambiare stili di vita

MILANO - Il Dalai Lama che ha citato il precedente discorso del sindaco di Milano Giuliano Pisapia, vede «luce e arcobaleno» in fondo al tunnel della crisi. E' quanto ha detto Tenzin Gyatso durante la seduta del consiglio comunale di Milano convocata in suo onore. «Queste parole sono state per me motivo di grande gioia - ha detto riferendosi a Pisapia -. Davanti alla crisi globale tantissima gente vede il buio senza speranza, ma per me è una visione completamente sbagliata».

Lo sviluppo materiale non è garanzia di felicità - Il leader del buddismo tibetano ha sottolineato che «a livello fondamentale l'umanità è tutta uguale, tu vuoi essere come me, non avere problemi come me. A livello secondario certo ci sono delle diversità di pelle, nazionalità, religione e classe sociale ma non dobbiamo fissarci su questi livelli secondari».
«Potremmo rinunciare a qualcosa di secondario - è stato l'invito rivolto dal Dalai Lama -, io non sono niente di speciale, un essere umano come voi con potenzialità negative e positive. L'importante è utilizzare la nostra intelligenza per sviluppare qualità positive. Quando mi arrabbio, per esempio, con l'intelligenza mi rendo conto che è inutile coltivare l'arrabbiatura perché fa male anche a livello fisico. E' un ragionamento che tutti possiamo fare». Il Dalai Lama ha osservato che in passato c'è stata «un po' di esagerazione nel dare importanza allo sviluppo materiale pensandolo come unica garanzia di felicità. Abbiamo coltivato eccessiva speranza in esso, bisogna ugualmente pensare ai valori interiori».

Dagli europei sviluppi incredibili in attitudine alla pace - Nei giorni in cui l'Unione europea è in difficoltà per la crisi dell'euro, il Dalai Lama, massima autorità del buddismo tibetano e premio Nobel per la pace nel 1989, ha citato l'Europa come un esempio degli «incredibili sviluppi dell'attitudine alla pace» che hanno caratterizzato la seconda metà del XX secolo. «C'è stato un grande cambiamento. Nella prima parte del secolo - ha detto durante un incontro con gli studenti delle università lombarde - la gente aveva un senso nazionalistico molto più forte, così come l'idea di 'noi' e 'l'altro'. Tedeschi e francesi si sentivano nemici, oggi sono molto più vicini e hanno sviluppato un sistema militare di difesa comune. Le generazioni giovani si sentono più vicine le une alle altre e si sentono tra loro vicini di casa. È un cambiamento radicale nel modo di pensare».
Il 77enne Tenzin Gyatso ha ricordato di avere osservato durante la sua vita «lo sviluppo di grandi conflitti e violenze per cui tutta la mia esistenza l'ho passata in un mondo pieno di tribolazioni, però se guardo ancora più profondamente allo sviluppo dei tempi nell'ultima parte del XX secolo ci sono stati sviluppi incredibili per l'attitudine alla pace».

Pisapia al Dalai Lama: Occasione per cambiare stili vita - Tra il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il Dalai Lama è nata oggi una vera e propria «amicizia» fondata sul comune pensiero che «questa crisi può aiutarci ad andare verso un mondo migliore. Può aiutarci a liberarci dall'effimero a mettere la giustizia sociale, e non il profitto, al centro di ogni decisione». Lo ha detto il primo cittadino al termine della visita a Palazzo Marino della massima autorità del buddhismo tibetano. Il sindaco, che prima della seduta del Consiglio comunale ha incontrato il Dalai Lama nel suo ufficio per circa mezz'ora, gli ha poi riservato in Aula, dopo aver ricordato la sua passione per l'Asia, gesti di premura come quello di aggiustare più volte il microfono. Un atteggiamento analogo a quello avuto un mese fa in piazza del Duomo quando aiutò Papa Benedetto XVI a mettere a posto la mantellina mossa dal vento.
«Santità, lei lo sa bene, il momento è difficile. Abbiamo pensato negli anni scorsi che si poteva consumare il mondo, avere sempre più cose, trovare la ricchezza nelle alchimie finanziarie. E adesso siamo sperduti, spiazzati», ma «se guardo avanti, - ha detto Pisapia in Consiglio comunale - io non vedo solo nero e vedo che questa crisi potrà essere un'occasione di cambiare. Cambiare gli stili di vita. Apprezzare una maggiore sobrietà. Questa crisi può aiutarci ad andare alla sostanza delle cose, ai valori ai principi. Davanti io non vedo il buio, anzi vedo un arcobaleno all'orizzonte».
«Finché potevo farlo, viaggiavo molto: ho dormito nei templi, soprattutto quelli buddisti, ho incontrato tante persone interessanti con le quali ho dialogato nel rispetto delle differenze culturali e religiose. Amo soprattutto l'India, è il Paese che ho girato di più in assoluto e quei viaggi sono stati una grande lezione. lì, nella povertà, nella mancanza di tutto, nel niente materiale, ho visto persone capaci di essere felici. Lì ho imparato molto». Pisapia ha poi riferito che il Dalai Lama lo ha invitato a casa sua e lo aspetta «a breve», in particolare, in Thailandia e in India.