20 luglio 2024
Aggiornato 14:30
Forum di Cernobbio della Confcommercio

Maroni: Da Monti attacco personale sgradevole

Il leghista replica al Premier: Mitigato solo dal ricordo che mi voleva come Ministro dell'Interno. Al Governo darei 7 per il metodo. Appoggeremmo il taglio della pressione fiscale su chi dà ricchezza. La Lega scenderà in piazza, ma non con la Cgil

CERNOBBIO - L'ex ministro dell'Interno, Roberto Maroni, considera «un attacco personale» e «sgradevole» l'intervento del presidente del Consiglio, Mario Monti, in replica a quanto lo stesso esponente leghista aveva detto sull'operato del governo in precedenza al forum Confcommercio. «Sono rimasto deluso non tanto per l'attacco personale. In questo ha dimostrato di essere già diventato - ha detto Maroni - un buon politico o un cattivo politico, dipende dal punto di vista».
«È stata una cosa sgradevole - ha proseguito l'esponente del Carroccio - mitigata solo dal ricordo che all'inizio mi aveva chiesto di fare il ministro dell'Interno nel suo governo e io ho detto no grazie. Non è solo per questo, ma perché tutto quello che ho detto è stato respinto al mittente».
Maroni ha ricordato di aver chiesto di «continuare sulla strada del federalismo» e un abbassamento della pressione fiscale. «Dicendo che ciò che ho proposto non va bene - ha continuato l'ex ministro - mi sembra abbia risposto in modo chiaro e netto che continuerà in direzione opposta sui temi del federalismo e non diminuirà la pressione fiscale. Lo ringrazio per la chiarezza, devo dire che sono rimasto molto deluso da questo discorso. Rafforza la nostra opinione che stare all'opposizione sia stata la scelta giusta».

Appoggeremmo il taglio della pressione fiscale su chi dà ricchezza - Per l'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni l'Italia «rischia il record mondiale» sulla pressione fiscale, ma se il Governo varasse un taglio «selettivo» della stessa pressione a favore di chi produce ricchezza la Lega nord, unico partito di opposizione, non farebbe mancare il proprio appoggio. Maroni ha citato, in particolare, un taglio del 15 per cento ipotizzato dall'economista Luca Ricolfi. «Penso si possa fare - ha detto l'esponente del Carroccio al forum di Confcommercio - e sarebbe un segno di grande coraggio da parte del Governo».

La Lega scenderà in piazza, ma non con Cgil - L'ex ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha detto che anche la Lega nord, come la Cgil, intende manifestare in piazza contro la riforma del lavoro appena approvata dal Governo. Si tratterà, ha però aggiunto, di «piazze, giorni e orari diversi».

Per rispetto della Lega non mettano la fiducia sulla riforma del lavoro - Roberto Maroni, ex ministro dell'Interno e del Welfare in due diversi governi guidati da Silvio Berlusconi, chiede al Governo di evitare qualsiasi voto di fiducia sull'approvazione in Parlamento della riforma del mercato del lavoro. «Su questo tema, non fosse altro che per riconoscenza nei confronti del partito che ha espresso il ministro del Welfare che ha varato la legge Biagi, ci si consenta di fare delle nostre proposte in Parlamento. Siamo l'unica opposizione. L'appello a fare in fretta, ma se guardo agli ultimi cinque mesi più in fretta non si può fare. Su tredici decreti, nonostante l'ampia maggioranza, è stata messa la fiducia dodici volte».

Al Governo darei 7 per il metodo - «Forse stupirò qualcuno ma parlerò bene del governo Monti, senza esagerare. Darò un 7 al governo per il metodo usato». Così l'ex Ministro del Welfare, Roberto Maroni ha parlato del metodo usato dal governo per la riforma del mercato del lavoro varata ieri. Positivo è stato secondo l'esponente leghista intervenuto a un dibattito con Alfano e Bersani al forum di Confcommercio a Cernobbio, il superamento «tra la concertazione in senso tradizionale» verso il dialogo sociale europeo applicato in modo corretto dal governo».
Secondo Maroni ad esempio è auspicabile che anche i dipendenti statali possano essere licenziati: «purtroppo i dipendenti pubblici che non lavorano non possono essere licenziati».