20 febbraio 2020
Aggiornato 23:00
Scuola di formazione politica organizzata da Sandro Bondi

A Orvieto va in scena il «Pdl Cav-free». Alfano: Noi con la schiena dritta

Il Cavaliere se ne sta in Russia a festeggiare sulla neve l'elezione di Vladimir Putin. Il Capogruppo alla Camera Cicchitto: Dal carisma del leader a un partito con la P maiuscola. Anche perché quel carisma è attenuato

ORVIETO - Silvio Berlusconi a Orvieto non c'è. E con molta probabilità non ci sarà nemmeno sabato, se non in spirito (leggi collegamento telefonico). Ma nel Pdl, riunito nella città umbra per la scuola di formazione politica organizzata da Sandro Bondi, i vertici del partito fanno già i conti con la sua assenza. O meglio con l'assenza della sua guida, se è vero - come dice Fabrizio Cicchitto - che bisogna passare «dal carisma del leader a un partito con la p maiuscola». Anche perché - ammette il capogruppo alla Camera - quel carisma è «attenuato».

Tocca ad Alfano ritirare su l'orgoglio del PDL - D'altra parte mentre il Pdl sta lì a discutere di come superare il «guado» del governo tecnico e cercare di mantenere la propria «identità» e il «primato della politica», il Cavaliere se ne sta in Russia a festeggiare sulla neve l'elezione di Vladimir Putin. E così, la scena non può che essere del segretario Angelino Alfano che da qualche giorno ha deciso di mostrare di avere quel «quid» che proprio Berlusconi gli aveva rinfacciato di non possedere.
Tocca al segretario cercare di ritirare su l'orgoglio Pdl, anche perché il rischio è di trovarsi a guidare poco più che i cocci del partito. L'ex Guardasigilli torna così a rivendicare la scelta di dare forfait al vertice che si sarebbe dovuto tenere mercoledì tra Monti e i segretari, sostiene che il suo è un partito con la «schiena dritta» e che una cosa è dire che il sostegno all'esecutivo dei professori è «leale» e un'altra è farsi dettare l'agenda da Casini e Bersani. Quasi inevitabile minimizzare l'esito rischioso delle prossime elezioni amministrative, non resta che dirsi «fiducioso» che alla Politiche gli italiani sceglieranno ancora il Pdl perché a sinistra «non c'è una proposta credibile» ma solo il solito «caravan serraglio».

Ma sono un po' tutti a Orvieto a ragionare di un Pdl «Berlusconi free». Anche il coordinatore Ignazio La Russa sottolinea che prima c'era un «vento a favore» che era rappresentato dal Cavaliere, ma ora «il vento viene in faccia» e per questo è necessario avere una «struttura forte». Mentre il vicecapogruppo vicario alla Camera, Massimo Corsaro sottolinea come il Pdl stia «passando da un partito fortemente carismatico a un partito che al fianco del suo leader storico deve trovare il modo di interagire sul territorio» e trasformarsi.