7 dicembre 2019
Aggiornato 07:30
Relazione al Parlamento dell'Unar

Razzismo in crescita, specie su media e posti di lavoro

L'anonimato offerto dalla rete web ne amplifica la risonanza. Lieve incremento rispetto al 2010 che ha portato il dato al 22,6% del totale dei casi pertinenti. Nei posti di lavoro la percentuale di denunce è del 19,6%, oltre otto punti superiore a quella del 2010 (11,3%)

ROMA - In Italia è cresciuto nel corso del 2011 il razzismo, secondo i dati contenuti nella relazione al Parlamento dell'Unar, l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali.
La relazione «Sull'effettiva applicazione del principio di parità di trattamento e sull'efficacia dei meccanismi di tutela rispetto ai fenomeni di xenofobia e di discriminazione in Italia» indica che nel 2011 è emerso un numero crescente di atti discriminatori etnico-razziali. Il contact center dell'Unar ha registrato un netto aumento dei contatti, che hanno superato i 20mila rispetto agli 11mila del 2010, e delle istruttorie aumentate a 1000, rispetto alle 767 del 2010.

I mass-media sono i luoghi più frequenti di discriminazione, l'anonimato offerto dalla rete web ne amplifica la risonanza, facendo segnare un lieve incremento rispetto al 2010 che ha portato il dato al 22,6% del totale dei casi pertinenti. Nei posti di lavoro la percentuale di denunce è del 19,6%, oltre otto punti superiore a quella del 2010 (11,3%). Più o meno stabile si mantiene il dato rispetto ai casi fatti registrare nell'ambito della vita pubblica (16,7%); mentre sono in flessione (10,9%) i casi relativi all'erogazione di servizi da parte di enti pubblici; c'è poi da notare il lieve calo delle discriminazione segnalate rispetto alla casa (6,3% nel 2011 vs. l'8,9% del 2010).
Considerando infine i dati a livello ripartizionale, il Centro Italia assomma il 32,3% della segnalazioni pertinenti, il Nord-Ovest il 27,5%, Nord-Est il 25,9%, Sud e isole il 14,3%.