6 giugno 2020
Aggiornato 23:30
Tribunale Bologna | Inchiesta Parmalat

Tanzi è «borderline» per demenza senile

Lo hanno detto gli avvocati della difesa al termine dell'udienza del tribunale di sorveglianza di Bologna per il ricorso agli arresti domiciliari chiesti per motivi di salute: Il processo rieducazione non può avvenire in carcere

BOLOGNA - L'ex patron di Parmalat, Calisto Tanzi non può rimanere in carcere perché è «borderline per demenza senile». Lo hanno detto gli avvocati della difesa al termine dell'udienza del tribunale di sorveglianza di Bologna per il ricorso agli arresti domiciliari chiesti per motivi di salute.
«Il problema di salute di Tanzi - ha spiegato l'avvocato Gianpiero Biancolella - non è di natura meccanica che si può risolvere con un sondino gastrico e l'alimentazione forzata 24 ore su 24 come sta avvenendo adesso. Il problema è legato a patologie di natura psichiatrica e quindi alla mancanza di un contatto affettivo, di un contatto con la realtà, che un soggetto debole che appartiene a quella fascia tutelata dalla legge che abbiamo invocato» quella per chi ha compiuto più di 73 anni «crea un affievolimento delle capacità cognitive». Per i consulenti della difesa «in questo momento» Tanzi «è ritenuto borderline per demenza senile» quindi «il processo di rieducazione e reinserimento sociale previsto in carcere non può avvenire in un soggetto che sta perdendo le capacità cognitive».

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