12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Fondazione Alleanza Nazionale

AN, Raisi sostituito nel cda: Avevo chiesto trasparenza

Il Deputato di FLI: Reagirò nelle sede competenti a intimidazione arrogante. Mugnai: Ma quale estromissione, Raisi ha rifiutato il posto. Bocchino e Menia: Un atto di arroganza estromettere Raisi da cda Fondazione

ROMA - «Con un atto che va in sfregio alla richiesta di legalità e chiarimenti che è pervenuta dal Presidente del Tribunale di Roma con la decisione di commissariare l'associazione Alleanza Nazionale in liquidazione, i componenti della neonata e non ancora riconosciuta fondazione Alleanza Nazionale hanno deciso ieri di autoconvocarsi e di procedere alla mia sostituzione nel Consiglio d'Amministrazione». Lo ha reso noto il deputato di Fli, Enzo Raisi, membro comitato dei garanti di An.
«Nonostante tutte le preoccupazioni da me espresse al momento dell'accettazione dell'incarico nel Cda della neonata fondazione abbiano trovato puntuale riscontro nel provvedimento adottato dal tribunale, la risposta dei componenti della fondazione è un stato un atto di arroganza e prepotenza per escludere chi chiedeva chiarezza. Una scelta - ha sottolineato Raisi - che dimostra il livello di civiltà dei miei interlocutori. Questa decisione fa peraltro seguito a un altro atto di intimidazione, ossia a una interpellanza di un senatore dell'Idv, utile strumento di turno, con il quale si attaccava la famiglia di uno dei due commissari, fatto non certamente casuale e figlio della stessa strategia. A questa logica di prepotenze, risponderò come sempre ho fatto, chiedendo nelle sedi competenti il rispetto della legalità e della trasparenza. Mi dispiace per i miei ex colleghi ma con il loro atto arrogante di ieri sera hanno ottenuto solo un risultato: motivarmi ancor di più a far chiarezza sui beni di An», ha concluso Raisi.

Mugnai: Ma quale estromissione, Raisi ha rifiutato il posto - «Ma quale estromissione! L'onorevole Raisi ha rifiutato la proposta di far parte sia del Consiglio di amministrazione della Fondazione sia del Comitato esecutivo ed è stupefacente che parli adesso di una sua estromissione». Lo ha dichiarato il senatore del Pdl Franco Mugnai, presidente della Fondazione Alleanza Nazionale.
«Il Consiglio, preso atto di tale rifiuto, formalizzato in sede di Cda e dopo aver inutilmente atteso un suo eventuale ripensamento, come nel caso del senatore Digilio, ha semplicemente provveduto - ha spiegato - al reintegro del plenum del Consiglio stesso con voto unanime espresso anche dall'onorevole Donato Lamorte e dal senatore Egidio Digilio».
«Tutto il resto sono vuote e sterili polemiche in appendice ad una vicenda dove roboanti accuse sono svanite come neve al sole davanti all'evidenza dei fatti», ha concluso Mugnai.

Bocchino e Menia: Un atto di arroganza estromettere Raisi da cda Fondazione - «L'estromissione dal CdA della Fondazione An di Enzo Raisi è un atto di arroganza che riaccende i riflettori sulla gestione dei beni di via della Scrofa». Lo hanno dichiarato in una nota Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, e Roberto Menia, coordinatore nazionale di Futuro e Libertà.
«Un ristretto gruppo di persone - hanno lamentato i due esponenti finiani - si arroga il diritto di gestire un patrimonio, che è economico ma anche ideale, come se fosse solo cosa propria e per far questo si libera dell'unico componente, guarda caso 'finianò, che ha osato chiedere trasparenza su spese, nomine e legalità degli atti».
Bocchino e Menia hanno evidenziato che «toccherà ora ai commissari nominati dal Tribunale di Roma portare una parola di chiarezza e speriamo che ciò accada prima che una gestione partigiana porti ad essere irreparabile la depauperazione e la lacerazione di un patrimonio e di un mondo».