31 marzo 2020
Aggiornato 03:30
Costi della Politica

Rutelli a Schifani: Più tagli ai nostri stipendi

Il leader dell'API: Il trattamento economico sia come quello del Parlamento Europeo. Alla Camera allo studio il taglio dello stipendio del Presidente Fini e dei Questori

ROMA - Il leader di ApI Francesco Rutelli, chiede, in una lettera inviata al presidente del Senato Renato Schifani sui costi della politica, un ulteriore taglio degli stipendi dei parlamentari, già dal 2012 e la regolarizzazione di tutti i collaboratori.
«In vista delle imminenti decisioni che il Senato e la Camera dovranno prendere a proposito del regime delle indennità parlamentari - scrive Rutelli a Schifani -, credo che, facendo seguito a decisioni importanti già prese negli ultimi anni, che hanno apportato una riduzione reale del trattamento economico di circa il 25% dal 2006 ad oggi, e alla rilevante scelta dei Presidenti delle Camere di passare subito al regime contributivo per i vitalizi, occorrano tre altri passaggi sostanziali: un'ulteriore riduzione del netto percepito da ogni parlamentare. Alieni dalla demagogia e dall'auto-censura per una funzione fondamentale per la vita nazionale, dobbiamo dimostrare a un'opinione pubblica colpita dalla severità della crisi che i parlamentari sono i primi a limitare il proprio stipendio. Se vogliamo continuare a tutelare la dignità del nostro mandato e del servizio politico, è necessario tracciare una linea definitiva di moderazione in questo senso».

Il trattamento economico sia quello del Parlamento Europeo - Per il leader di Api è necessaria anche «un'indicazione precisa nel bilancio del Senato che il complesso dei costi destinati alle nostre retribuzioni diminuisce effettivamente, a partire dal 2012. Assicurare la messa in regola di tutti i collaboratori dei senatori».
«Reputo personalmente che il sistema più coerente per regolare il trattamento economico sia quello del Parlamento Europeo - suggerisce Rutelli -. Lo si deve adattare al differente regime fiscale italiano, ma ha almeno due grandi vantaggi: è il frutto di una seria elaborazione al termine della quale è stato unificato il trattamento dei rappresentanti di tutti i 27 paesi membri (di converso, i raffronti che si fanno Stato per Stato, come ha dimostrato il gramo prodotto della Commissione Giovannini, sono disomogenei, parziali, e spesso riferiti a informazioni reticenti, oltre a dimostrare che il costo lordo complessivo per ciascun parlamentare è spesso superiore, nei maggiori paesi, rispetto a quello italiano); ha visto una netta riduzione, una volta entrato in vigore, dei trattamenti percepiti precedentemente dagli europarlamentari italiani».

Allo studio taglio stipendio di Fini e Questori - Ancora tagli in vista a Montecitorio. Questa volta nel mirino sono le indennità di tutti quei deputati che ricoprono incarichi ulteriori rispetto a quello di semplice parlamentare, vale a dire presidenti di commissione, Questori e membri dell'ufficio di presidenza. Incarichi che si traducono anche in uno stipendio superiore.
Il ridimensionamento, a quanto si apprende, è stato chiesto dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, e riguarderà anche la sua indennità. Il Collegio dei questori dovrà elaborare una proposta che tuttavia difficilmente arriverà già sul tavolo dell'ufficio di presidenza già convocato per lunedì prossimo 30 gennaio con all'ordine del giorno il taglio al rimborso forfaitario che spetta a ogni parlamentare per il rapporto eletto-elettore.

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