6 dicembre 2019
Aggiornato 02:00
Costi della Politica

La Regione Piemonte abolisce i vitalizi dal 2015

Il Presidente Cota: «Segnale forte. E' giusto che i sacrifici li facciano i politici. Siamo tra i primi». Il Presidente del Consiglio Cattaneo: «Giornata importante»

TORINO - Aboliti i vitalizi dei Consiglieri regionali del Piemonte, a partire dalla prossima legislatura e quindi dal 2015. Il provvedimento è stato approvato oggi dalla commissione Bilancio, convocata in sede legislativa ed è giunto dopo altre misure per contenere i costi della politica, come il dimezzamento dell'indennità di fine mandato, la riduzione del 10% delle indennità dei consiglieri e la firma elettronica per i gettoni di presenza.

Cota: Segnale forte dal Piemonte - «Quello che doveva essere fatto è stato fatto. Era importante dare questo segnale. E' giusto che i sacrifici li facciano i politici. Siamo tra i primi. E già quando mi sono insediato come presidente avevo fatto la riduzione di alcuni stipendi, ho ridotto unilateralmente il numero degli assessori e gli stipendi della giunta». Lo ha detto il Governatore piemontese leghista Roberto Cota, definendo «un segnale forte» ai cittadini la decisione di tagliare i vitalizi presa dal consiglio regionale.
«Si poteva fare di più? «Bisogna essere equilibrati. Se si scende sotto un certo livello - ha risposto Cota a Tgcom24 Mediaset - si trasforma la politica in una affare per i ricchi e dove non c'è indipendenza. Ci vuole equilibrio. Si può fare di più nella riduzione dei costi della politica come sul numero dei consiglieri e dei parlamentari».

Cattaneo: Giornata importante - «E' una giornata molto importante per la nostra Regione - ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo, primo firmatario della proposta - che è tra le prime ad adottare decisioni così importanti. Questa legge è un ulteriore passo, un segnale che abbiamo voluto dare con urgenza ai cittadini perché in un momento di forte crisi la politica deve essere di esempio». Nella relazione alla legge si prevede, inoltre, il passaggio al sistema previdenziale contributivo per i consiglieri regionali, in linea con quanto concordato a livello nazionale dai presidenti delle Regioni e delle Assemblee legislative.
Disposto anche il blocco fino al 1 gennaio 2013 della rivalutazione Istat in base all'inflazione per i vitalizi dei consiglieri cessati dal mandato e per le indennità dei consiglieri in carica.