13 giugno 2024
Aggiornato 09:00
Firenze | Resta in carcere Elio Baschini

Agguato a Betori, il Gip convalida l'arresto di Baschini

Su di lui i sospetti di un risentimento con la Curia. L'uomo continua a professarsi innocente. L'Arcivescovo: Il perdono appartiene alla coscienza, già offerto

FIRENZE - Resta in carcere Elio Baschini, con l'accusa di essere l'autore dell'agguato, con arma da fuoco, contro l'arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, e il suo segretario Don Paolo Brogi, rimasto ferito all'addome, la sera del 4 novembre.
Il gip di Firenze, Antonio Pezzuti ha confermato l'arresto del 73enne, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato. L'uomo continua a professarsi innocente. Nessuna dichiarazione da parte del legale che lo assiste, all'uscita del tribunale di Firenze. I sospetti su Baschini riguardano possibili interessi economici. Si ipotizza che la sua reazione possa essere stata scatenata dall'eredità della contessa Ghita Vogel, promessa all'istituto di carità della Madonnina del Grappa. La contessa è stata sentita in Procura nei giorni scorsi, avrebbe detto di non conoscere personalmente Baschini, ma di averne solo sentito parlare. Ora si attenderanno le motivazioni del Gip.

L'Arcivescovo: Il perdono appartiene alla coscienza, già offerto - «L'accertamento della verità in ordine alla giustizia attiene al percorso della società e va sempre intrapreso», mentre, per quanto riguarda il perdono, esso «appartiene alla sfera della coscienza ed è già stato offerto, e non ha bisogno di conferme». Lo ha detto l'arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, commentando da Mosca la notizia della convalida dell'arresto di Elso Baschini, fermato l'altroieri nell'ambito delle indagini sull'agguato, con arma da fuoco, contro di lui e del suo segretario don Paolo Brogi, rimasto ferito all'addome, la sera del 4 novembre. Betori si trova nella capitale russa per l'inaugurazione di una mostra alla Galleria Tretyakov, dedicata a Giotto.
«Fin dal primo momento seguiamo con stima e gratitudine il lavoro svolto con cura e professionalità dagli inquirenti», ha concluso Betori.
Interrogato dalla stampa italiana in merito agli ultimi sviluppi delle indagini, Betori ha spiegato che «l'accertamento della verità in ordine alla giustizia attiene al percorso della società e va sempre intrapreso». Per quanto riguarda il perdono: «Appartiene alla sfera della coscienza ed è già stato offerto, e non ha bisogno di conferme».