19 agosto 2019
Aggiornato 12:00
Colpo di scena giudiziario per la strage di Viareggio

Strage di Viareggio, il perito del Gip lavora per Trenitalia

Il Gip respinge la ricusazione del perito. Familiari: La decisione del Gip offende i nostri morti. Legale Fs: ora impossibile accusare Moretti. Gli esiti delle perizie sono stati depositati nelle settimane scorse e il perito del Gip aveva dato torto a quello della Procura

FIRENZE - Colpo di scena giudiziario per la strage di Viareggio: il perito del Giudice per le indagini preliminari, Riccardo Licciardello, ha detto di «ricevere pagamenti da Rete ferroviaria italiana». Al polo fieristico di Lucca è in corso il confronto tra le perizie che le diverse parti in causa hanno condotto sul carro-cisterna che il 29 giugno 2009 provocò, col suo deragliamento, la fuoriuscita del Gpl da cui scaturì l'incendio in cui persero la vita 32 persone. Rispondendo ad una precisa domanda del pm Salvatore Giannino, Licciardello ha dunque rivelato di avere un rapporto di lavoro con Ferrovie.
Gli esiti delle perizie sono stati depositati nelle settimane scorse, e, come poi durante il dibattimento iniziato due giorni fa, il perito del Gip aveva dato torto a quello della Procura: per Licciardello, a squarciare la cisterna sarebbe stato un deviatoio o «piegata a zampa di lepre», un elemento insostituibile del cambio e per il quale non si sarebbe potuta incolpare Rfi. Già Il Tirreno nei giorni scorsi aveva scoperto che Licciardello lavorava in un progetto europeo che ha come partner privati e finanziatori anche Trenitalia.

Il Gip respinge la ricusazione del perito - Il perito del Gip non è «incompatibile» con l'incidente probatorio per la strage di Viareggio. Lo ha deciso lo stesso giudice, Simone Silvestri che ha respinto l'istanza di ricusazione presentata dai pubblici ministeri a Lucca. Al polo fieristico, si è conclusa questa sera la terza e ultima giornata di udienze dove sono stati messi a confronto i risultati delle perizie che le varie parti in causa hanno potuto svolgere sugli elementi coinvolti nella strage del 29 giugno 2009, in cui persero la vita 32 persone per la fuoriuscita di Gpl e il successivo incendio. Il perito, Riccardo Licciardello, questo pomeriggio aveva risposto di avere degli incarichi a pagamento per conto di Rete Ferroviaria Italiana, ma, è stato appurato nel prosieguo dell'udienza, questi incarichi, delle «consulenze», sono pagati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ne dà poi comunicazione a Rfi. Questo è sufficiente, secondo il Gip, per rifiutare l'istanza di ricusazione.
«E' una cosa che fa accapponare la pelle - commenta l'avvocato Tiziano Nicoletti delle famiglia Battistini-Beretti - perché se i soldi partono da Fs l'incompatibilità è lampante. La Procura ha poi fatto anche una istanza di sostituzione periti per negligenza ma il giudice ha respinto anche questa, quindi di fatto -conclude l'avvocato- l'incidente probatorio è terminato».
L'avvocato di Fs, Armando D'Aponte ha inoltre sottolineato che la consulenza per il Ministero è successivo di qualche mese all'incarico per la perizia. «E' stata una sorta di autogol -ha continuato D'Aponte- perché così facendo si è consentito la produzione di elementi provenienti dal ministero che hanno avallato la straordinaria competenza e professionalità del perito». Ora il fascicolo ritorna alla Procura della Repubblica, che può chiedere il rinvio a giudizio ma anche un nuovo incidente probatorio.

Familiari: La decisione del Gip offende i nostri morti - La decisione del Gip è una «negazione dell'evidenza, perché il contratto parla da sé». E' questo il commento di Daniela Rombi, madre di Emanuela e presidente del comitato dei familiari delle vittime della strage di Viareggio Il mondo che vorrei, a proposito della decisione del Gip di Lucca che oggi ha respinto l'istanza di ricusazione avanzata dai pm nei confronti del perito dello stesso Gip, Riccardo Licciardello, che svolge anche un lavoro di consulente per Rfi tramite il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per Rombi, «32 morti non possono sentire queste cose» e «chi deve accertare la verità deve essere trasparente. Hanno offeso noi e i nostri morti». Sconforto da parte di Luciana Beretti, madre di un'altra vittima della strage del 29 giugno 2009, Federico Battistini: «A questo punto è una battaglia persa».

Legale Fs: ora impossibile accusare Moretti - «Non riesco a immaginare su quali basi la Procura di Lucca, dopo questa serie di smentite che ha ricevuto, possa costruire un'accusa a carico dell'Ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, e degli altri indagati». Lo ha detto l'avvocato di Fs, Armando D'Aponte, al termine dell'udienza per la strage di Viareggio a Lucca, nella quale, il Gip ha respinto la ricusazione del perito Riccardo Licciardello, avanzata dai pubblici ministeri Amodeo e Cicala.
«La Procura con un clamoroso autogol ha fatto in modo che il giudice potesse avallare la perizia -ha aggiunto l'avvocato- con un provvedimento che altrimenti non avrebbe potuto emettere». Per il legale, se ne esce così «consolidata la bontà della perizia, del metodo seguito, la credibilità dei risultati. Poi -ha concluso ironico- la fantasia della Procura, riuscirà a individuare qualche altro elemento».