22 febbraio 2020
Aggiornato 21:30
Tutela animali

Cani da combattimento sequestrati dalla polizia a Scampia (Napoli)

LAV: un fenomeno di elevata pericolosità sociale mai cessato nella zona, nonostante i passati sequestri

ROMA - «Non ci sorprende, a Scampia i combattimenti tra animali e l'allevamento di cani per le lotte non sono mai cessati, nonostante i blitz e i sequestri avvenuti in passato», questo il commento di Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia LAV, alla notizia dell'operazione di Polizia a Scampia che ha portato al sequestro di cani da combattimento.

«E’ fuori dubbio che, almeno sotto il profilo giudiziario e dell’allarme sociale, il fenomeno della cinomachia ha subito negli ultimi anni un vistoso e progressivo ridimensionamento, ma nuovi segnali indicano una preoccupante ripresa. A Scampia, alla fine degli anni novanta ci furono diversi blitz delle forze di polizia, ad alcuni dei quali ho partecipato in prima persona, che portarono al sequestro di cani da combattimento allevati, proprio come ora, su terreni comunali, come se nulla fosse. Altri cani venivano allevati sui terrazzi di alcune abitazioni e addirittura furono arrestate alcune persone sorprese a far combattere cani all’interno di una vecchia scuola. Questo sequestro è la conferma che occorre vigilare perché la pericolosità sociale del fenomeno non ha perso la sua capacità offensiva e non deve essere sottovalutata», Conclude Troiano.