14 novembre 2019
Aggiornato 00:00
Congresso eucaristico nazionale

Papa: «Nella nostra cultura corpo esaltato e sessualità banalizzata»

Benedetto XVI ad Ancona: «Restituire dignità al lavoro. Il Pontefice affida l'Italia a Maria: «Dalla Fede speranza in momenti difficili»

ANCONA - Il Papa critica la «apparente esaltazione del corpo, che in realtà banalizza la sessualità» della cultura odierna, nell'incontro serale con i giovani ad Ancona.
Partendo dall'episodio evangelico delle nozze di Cana, Benedetto XVI ha descritto la società attuale utilizzando la metafora della tavola «imbandita di tante cose prelibate» alla quale, però, manca il «vino della festa». «Appartiene a una cultura priva del vino della festa - ha detto il Papa - l'apparente esaltazione del corpo, che in realtà banalizza la sessualità e tende a farla vivere al di fuori di un contesto di comunione di vita e d'amore».
«Manca il vino della festa - ha detto inoltre Benedetto XVI - anche a una cultura che tende a prescindere da chiari criteri morali: nel disorientamento, ciascuno è spinto a muoversi in maniera individuale e autonoma, spesso nel solo perimetro del presente. La frammentazione del tessuto comunitario si riflette in un relativismo che intacca i valori essenziali; la consonanza di sensazioni, di stati d'animo e di emozioni sembra più importante della condivisione di un progetto di vita. Anche le scelte di fondo allora diventano fragili, esposte ad una perenne revocabilità, che spesso viene ritenuta espressione di libertà, mentre ne segnala piuttosto la carenza».

«Restituire dignità al lavoro» - C'è bisogno di un nuovo modello di sviluppo, «uno sviluppo sociale positivo, che ha al centro la persona, specie quella povera, malata o disagiata» ed è necessario restituire «dignità ai giorni dell'uomo e quindi al suo lavoro», superando «l'incertezza del precariato e il problema della disoccupazione». Questo l'appello lanciato con forza dal Papa ad Ancona, dove oggi, tra la grande folla che ha assistito alla celebrazione della Santa messa, c'erano moltissimi operai dei cantieri navali e di aziende in crisi.
Il Pontefice ha evidenziato come non bastino «la forza del potere e dell'economia» per gestire la società in modo sano e costruttivo, e come la via sa seguire sia quella della riscoperta della spiritualità eucaristica, che «ci aiuterà anche ad accostare le diverse forme di fragilità umana consapevoli che esse non offuscano il valore della persona, ma richiedono prossimità, accoglienza e aiuto». Quindi, ha detto Benedetto XVI durante l'omelia, «dal Pane della vita trarrà vigore una rinnovata capacità educativa, attenta a testimoniare i valori fondamentali dell'esistenza, del sapere, del patrimonio spirituale e culturale; la sua vitalità ci farà abitare la città degli uomini con la disponibilità a spenderci nell'orizzonte del bene comune per la costruzione di una società più equa e fraterna».

Il Papa affida l'Italia a Maria: «Dalla Fede speranza in momenti difficili» - Gesù è «sorgente di speranza e di conforto per la vita quotidiana, specie nei momenti difficili»: lo ha detto il Papa che, all'Angelus domenicale seguito alla messa celebrata ad Ancona per la chiusura del Congresso eucaristico nazionale, ha affermato: «La terra marchigiana è tutta illuminata dalla spirituale presenza di Maria nel suo storico santuario, che rende ancora più belle e più dolci queste colline! A lei affido in questo momento la città di Ancona, la diocesi, le Marche e l'Italia intera, affinché nel popolo italiano sia sempre viva la fede nel mistero eucaristico, che in ogni città e in ogni paese, dalle Alpi alla Sicilia, rende presente Cristo risorto, sorgente di speranza e di conforto per la vita quotidiana, specie - ha detto Ratzinger - nei momenti difficili».