29 febbraio 2024
Aggiornato 09:30
Per il Presidente dell’Antimafia Pdl e Pd devono governare insieme

Pisanu a Berlusconi: «Fatti da parte»

Ma molti esponenti della maggioranza insorgono contro un esecutivo di larghe intese. Cicchitto: «L'uscita del Premier sarebbe un salto nel buio». Casini: «Ma uscire di scena converrebbe al Cavaliere»

ROMA - «Se Berlusconi è una parte del gigantesco problema che il paese ha davanti sarà anche parte della soluzione che dobbiamo trovare». Lo afferma Beppe Pisanu, uno dei fondatori di Forza Italia, senatore del Pdl e presidente della commissione Antimafia.
Un governo di larghe intese, «un patto di fine legislatura» tra «tutti gli uomini di buona volontà». Con l'appoggio del Pdl e del Pd e con un premier dotato di «credito internazionale», è questo quanto chiede Beppe Pisanu.

Le elezioni anticipate sarebbero una sciagura - Secondo Pisanu le elezioni anticipate «sarebbero una sciagura. Ci esporrebbero alla speculazione internazionale. Con questa legge elettorale e la questione morale tristemente estesa da un polo all'altro ci ritroveremmo con un Parlamento più screditato, più diviso, più ingovernabile. La durezza dei mercati oggi ci impone di rafforzare chiaramente la manovra finanziaria e di approvarla velocemente. Ma subito dopo bisognerà fare appello a tutte le energie disponibili e a tutte le persone di buona volontà per dare maggiore autorevolezza e credibilità al nostro paese.
Bisogna ritrovare l'etica della responsabilità. Non c'è tempo da perdere. E' questione di settimane, forse di giorni».

Ci vuole un patto di fine legislatura aperto a tutti - Per Pisanu una soluzione va trovata: un patto di fine legislatura tra tutti i parlamentari di buona volontà per salvare il paese e rimetterlo in cammino. Penso a un'iniziativa vasta che non prenda di mira nessuno e non escluda nessuno, che nasca all'insegna dell'emergenza. Le Camere e il Paese trovino il modo di avanzare una proposta unitaria» ma «dobbiamo essere veloci» perché «non vorrei che in questo autunno pieno di insidie l'idea del patto unitario si imponesse brutalmente sotto la sferza dei mercati, delle istituzioni internazionali, o peggio delle piazze in rivolta».

Cicchitto: «Le larghe intese sono una illusione» - «Spesso nei momenti difficili, sembra che la via più facile sia quella delle cosiddette larghe intese, ma si tratta o di illusioni o di manovre politiche tutt'altro che al disopra delle parti», però sulla manovra «ci auguriamo che, al di fuori di operazioni politiche inaccettabili, tutto ciò possa avvenire con un confronto positivo con l'Udc e anche con il Pd». Lo dichiara il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto.
«Certamente la situazione economica internazionale è molto difficile e le sue ricadute sull'Italia sono pesanti. È indubbio che la maggioranza è andata incontro a varie difficoltà per fare ben tre manovre nello spazio di poco tempo, l'ultima, quella in discussione al Senato di ben 45 miliardi con le ultime modifiche è certamente molto incisiva. Ma se si fosse dovuta concordare la manovra, come ipotizza il Senatore Pisanu, tra il PDL e il PD, saremmo ancora in mezzo al guado viste le distanze fra le posizioni politiche e programmatiche esistenti fra i due partiti.
Talora le proposte apparentemente responsabili rischiano di essere nella realtà del tutto avventuriste: ipotizzare adesso una crisi di Governo, un passo indietro di Berlusconi, e poi un'intesa politica e programmatica tra il PDL e il PD equivarrebbe solo ad un salto nel buio con il rischio di lasciare il paese alla deriva. Questo Governo - prosegue - e questa maggioranza, anche facendo tesoro delle osservazioni costruttive del Presidente della Repubblica e tenendo conto della realtà assai contraddittoria costituita per un verso dalla BCE e per altro verso da un'Europa priva di una seria direzione politica, si stanno assumendo l'onore e l'onere di lavorare, pur fra mille difficoltà, a definire un'incisiva manovra economica per il salvataggio del paese».

Capezzone: «La proposta di Pisanu è irricevibile» - «L'intervista di oggi del senatore Pisanu merita ovviamente rispetto, come ogni altra presa di posizione.
Tuttavia, la sostanza politica dell'intervista appare del tutto irricevibile per due ragioni».
«Primo: non si capisce per quale ragione si dovrebbe accettare la logica di manovre di palazzo volte a scavalcare il pronunciamento del popolo sovrano. Secondo: non si capisce come sia possibile realizzare intese riformatrici con un Pd che ha scelto la linea della Camusso e della Cgil. E' comprensibile e perfino ovvio - prosegue - che settori dell'establishment e della stampa più ostile al Governo vogliano spazzare via la maggioranza e ferire a morte il Pdl. Meno comprensibile sarebbe il fatto che il Pdl e la maggioranza cadessero in un gioco del genere».

Matteoli: «Dopo Berlusconi solo le elezioni» - I governi li scelgono gli elettori. E' la grande conquista del bipolarismo. Non possiamo quindi condividere la proposta del senatore Pisanu». Lo dichiara il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.
«Ci meraviglia - aggiunge il ministro - che un politico della sua esperienza non tenga in debito conto che i governi con il bipolarismo li scelgono gli elettori e non le manovre di Palazzo.
Il governo sta affrontando le difficoltà internazionali con provvedimenti eccezionali che il Parlamento sta condividendo al di là della facile e inopportuna propaganda di una parte dell'opposizione. Dopo il governo Berlusconi, a fine legislatura, ci saranno le elezioni. Altre soluzioni non sono condivisibili».
Dopo esecutivo Berlusconi voto, no altre soluzioni

Casini: «Farsi da parte conviene anche a Berlusconi» - «E' da tanto che non parlo con Berlusconi ma ho la coscienza serena e sono da tempo immunizzato da ogni astio e avversità personale nei suoi confronti. Certo, in questi mesi più volte l'ho attaccato ma sempre sul piano politico e mai su quello personale. Per certi versi potrei dire che umanamente capisco la sua resistenza ma forse è il momento, dopo venti anni, che provi a cambiare schema perché ormai è evidente che rischia di diventare l'unico capro espiatorio». Lo dice il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini.
I problemi di oggi, secondo il centrista, «sono l'eredità amara di venti anni di errori: nessuno si illuda che basti battere Berlusconi per risolverli. Sarebbe troppo facile e semplicistico.
Io a Berlusconi non chiedo niente perché sono convinto che sgombrare il campo sarebbe nel suo interesse. Gestire una situazione così drammatica, in queste condizioni politiche, con questa maggioranza, diventa davvero impossibile».

Saverio Romano: «Mettere insieme Pdl e Pd vuol dire uccidere il bipolarismo» - «Non esiste alcuna ragione logica per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Soprattutto in una fase di difficoltà economico-finanziaria internazionale, questo governo ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per farvi fronte.
Pensare ad un altro esecutivo sostenuto da Pd e Pdl significa stravolgere quel bipolarismo di coalizione che e'ormai patrimonio e valore per gli italiani». Lo dichiara Saverio Romano, leader del Pid e ministro per le Politiche agricole.
«Ora è necessario approvare in fretta la manovra con le modifiche apportate e procedere spediti verso le riforme. E' su quel terreno che l'opposizione deve dimostrare se e'interessata al confronto di merito», conclude.