24 luglio 2021
Aggiornato 11:30
Berlusconi rassicura

E' ira leghista per il lapsus su ddl riforme

Il Premier rimanda l'ok a settembre, ma Calderoli:«No, è definitivo»

ROMA - Approvato. E' quanto si legge nel comunicato del Consiglio dei ministri e, come è noto, carta canta. Peccato che, al termine della riunione, Silvio Berlusconi abbia dato una «sua» versione del via libera al ddl di riforma dell'architettura costituzionale che il ministro leghista Roberto Calderoli ha portato all'attenzione dell'esecutivo. Perché il premier ha parlato di una approvazione «salvo intese» e soprattutto ha sostenuto che il sì definitivo ci sarebbe stato il 4 settembre (che peraltro è una domenica) perchè si è deciso di tenere «conto della pausa estiva per approfondimenti cui parteciperanno tutti i ministri, capigruppo parlamentari e giuristi esterni».

Un misunderstanding, ma solo in apparenza. In realtà l'ultimo di una lunga serie di motivi di tensioni con l'alleato leghista. Perchè le parole del premier hanno scatenato l'ira del ministro Calderoli, al punto da 'costringere' palazzo Chigi a una correzione di tiro, 'rafforzata' poco dopo da una nota dello stesso ministro del Carroccio in cui si specificava che quella di oggi era una approvazione definitiva e che non saranno necessari ulteriori passaggi in Consiglio dei ministri. Anche se il testo dovrà passare in Conferenza unificata e quello che sarebbe definitivo - si riconosce - «sarà modificato». Insomma, non solo un inciampo linguistico-legislativo. D'altra parte, la 'crisi' tra Pdl e Lega seguita al voto su Papa, già ieri si era arricchita di un nuovo capitolo nell'incontro in cui lo stato maggiore del Pdl ha detto a Calderoli che non avrebbe accettato fughe in avanti del Carroccio sulle riforme.

«Linea soft» del Premier - Nonostante questo quadro, e a dispetto dell'assenza al Cdm di Umberto Bossi ufficialmente a causa di una operazione alla cataratta, quando Silvio Berlusconi è arrivato in conferenza stampa insolitamente da solo, ci ha tenuto ad assicurare di non avere «alcuna preoccupazione» per la tenuta della maggioranza. Del resto, viene riferito, la riunione del Cdm si svolge «come se nulla fosse accaduto», spiega un ministro incredulo. Il premier ha scelto dunque la linea soft con gli esponenti della Lega presenti. Compreso quel Roberto Maroni che nel Pdl viene considerato il gran manovratore del sì all'arresto di Alfonso Papa. Ma al termine del colloquio avuto subito dopo il Cdm con il premier, Calderoli - raccontano - esce di pessimo umore.
Ai giornalisti, inoltre, Berlusconi ha fatto sapere di avere in programma una telefonata con Umberto Bossi ma di aver già parlato con «tutti i ministri della Lega» e di «non essere affatto preoccupato per il governo e per la coalizione che lo sostiene». Nessun commento sui problemi interni al Carroccio («Non sono aduso ad entrare nei problemi di altre forze politiche«), ma in ogni caso il premier, che ha capito l'aria che tira al Nord, ha precisato che lui interloquisce «prioritariamente con Bossi» ma che ha «un rapporto diretto e sincero anche con Roberto Calderoli e Roberto Maroni». Berlusconi ha voluto mostrare anche di essere pronto ad uscire dall'impasse sul nome del nuovo Guardasigilli: sarà nominato la prossima settimana - ha garantito - e al capo dello Stato sarà formulata una proposta che «sono certo sarà accettata».