16 ottobre 2019
Aggiornato 01:00
Governo | Maggioranza

Si apre una settimana difficile tra Papa e le dimissioni di Alfano

Mercoledì il voto sull'arresto sul Deputato del PDL. Oggi vertice della Lega con Berlusconi

ROMA - Chiusi con il via libera a tempo di record alla manovra economica sette giorni neri per la Borsa e la politica italiana, si apre oggi una settimana ad alto rischio per governo e maggioranza: per la riapertura dei mercati, con il timore di nuovi attacchi speculativi, per le indiscrezioni su imminenti sviluppi di inchieste che chiamerebbero in causa esponenti dell'esecutivo e del Pdl ma soprattutto per il voto - con molta probabilità a scrutinio segreto - con cui mercoledì 20 luglio l'Aula della Camera deciderà se Alfonso Papa deve andare in carcere oppure no.

Certo, è vero che la marcia indietro di Umberto Bossi, che fino a venerdì voleva il deputato del Pdl coinvolto nell'inchiesta sulla P4 «in galera» e che invece sabato sera ha sfoggiato un inedito abito garantista sottolineando che «le manette non vanno mai messe prima del processo», ha allentato la tensione nella maggioranza e sollevato il premier Silvio Berlusconi almeno da uno dei pensieri che affollano il weekend trascorso in Sardegna; ma è anche vero che le parole del leader del Carroccio non possono essere prese come oro colato visto che ormai non è un mistero la divisione all'interno del gruppo parlamentare alla Camera tra i lealisti di Marco Reguzzoni e del 'cerchio magico' e il fronte coagulatosi intorno alle posizioni di Roberto Maroni. Divisione emersa sul caso Papa proprio la in una tesa riunione di gruppo. Finora, alla prova del primo voto in Giunta per le Autorizzazioni sulla richiesta di arresto del deputato Pdl, ciò che è arrivato dai due membri del Carroccio Luca Paolini e Fulvio Follegot è un'astensione che lo stesso Paolini ha definito «tecnica» motivandola con «il fatto nuovo» accaduto in Giunta e cioè l'annuncio del relatore Sisto di non poter formulare un parere e di voler passare direttamente al voto dell'Aula e la decisione del presidente Pierluigi Castagnetti di mettere ai voti la proposta dell'Idv di dire sì ai pm di Napoli, proposta poi passata con i voti dell'opposizione.

«In Aula seguiremo le indicazioni di Bossi», aveva poi assicurato Paolini. Che venerdì erano di mandare Papa in galera. Sabato di salvarlo. Un'oscillazione che non può certo far stare tranquillo Berlusconi che vede un'eventuale sì all'arresto come «un precedente gravissimo».
L'indicazione definitiva che darà ai suoi, il leader della Lega la comunicherà al premier probabilmente questa sera nel corso del vertice ad Arcore. Un incontro in cui si parlerà anche del successore di Angelino Alfano al ministero della Giustizia. Il segretario del Pdl, infatti, secondo fonti del Pdl potrebbe dimettersi già domani lasciando però vacante una casella difficile da riempire. Da giorni si rincorrono indiscrezioni sul nome del prossimo guardasigilli: Anna Maria Bernini, Maurizio Lupi, Donato Bruno, Renato Brunetta sembrano avere poche chance. Resistono invece le candidature di Francesco Nitto Palma ed Enrico La Loggia.