7 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
Accolta l'istanza dei produttori

Shoppers biodegradabili: proroga del Comune di Bari

Per i prossimi 12 mesi potranno proseguire il proprio ciclo produttivo come attualmente definito e, al contempo, assicurare la biodegradabilità dei sacchetti attraverso l’impiego di idonei additivi

BARI - Apprezzamento è stato espresso dal presidente della Camera di Commercio di Bari, Alessandro Ambrosi, per la decisione del Comune di Bari di integrare l’Ordinanza n. 2011/0045 del 20/04/2011 in materia di distribuzione di shoppers biodegradabili, accogliendo le istanze dei produttori. «Un segnale importante di attenzione quello del sindaco di Bari – ha detto Ambrosi - per moltissime aziende medio-piccole che operano nel settore, affinché abbiano il tempo materiale per adeguare il proprio ciclo produttivo alle nuove istanze della sostenibilità ambientale».

Pertanto essi potranno per i prossimi 12 mesi «proseguire il proprio ciclo produttivo – si legge nell’ordinanza del Comune di Bari - come attualmente definito e, al contempo, assicurare la biodegradabilità dei sacchetti attraverso l’impiego di idonei additivi. Con la condizione che i sacchetti possano almeno rientrare nella categoria indicata dall’ISS come scarsamente biodegradabile (un manufatto che si biodegrada al 50% rispetto ad un materiale di riferimento, in un arco temporale di trentasei mesi, rispecchiando sommariamente, quindi, i processi biodegradativi di alcuni materiali di origine naturale). Tale qualità dovrà essere provata a seguito di prove quali UNI EN 13432 eseguite presso laboratori accreditati, con certificati da depositare preliminarmente alla diffusione dei sacchetti sul territorio comunale presso la Ripartizione Tutela dell’Ambiente del Comune di Bari, v. Marchese di Montone n. 5… Inoltre sui sacchetti dovrà essere specificato la ragione sociale del produttore, tipologia del manufatto e materiali di cui è costituito, il suo corretto uso e ciclo di vita, l’esatta funzione e le corrette modalità del suo successivo e/o definitivo smaltimento con specificazione del suo destino finale. In particolare dovrà adeguatamente evidenziare l’inidoneità all’impiego di contenere rifiuti organici».

Erano state difatti le associazioni di categoria cui aderiscono i produttori di sacchetti a richiamare la necessità, per avere i tempi tecnici di adeguamento delle linee di produzione, di continuare ad impiegare le normali materia plastiche sinora impiegate purché opportunamente additivate. Ad eccezione delle buste dedicate alla raccolta di rifiuti organici, da destinare al compostaggio.
Per quanto riguarda gli esercenti di attività commerciali, artigianali e di somministrazione di alimenti e bevande che operano sul territorio comunale, sia su aria pubblica che privata, sia su posto fisso che itinerante, resta fermo l’obbligo di aver smaltito le scorte delle vecchie buste in plastica – quindi non additivate - entro lo scorso 30 giugno, come stabilito dalla Ordinanza Sindacale n. 2011/0045 del 20/04/2011.