12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Presentazione del libro «Gesù e più forte della camorra»

Fini: Dobbiamo avere fiducia nei Magistrati, garantiscono la legalità

Il Presidente della Camera: «Le ferite della criminalità derivano anche da insufficienze politica»

ROMA - «Il principio di legalità deve vivere nella concretezza della quotidianità: la legalità è un abito mentale, non è soltanto il doveroso rispetto delle leggi, è la fiducia che come cittadini dobbiamo avere per i magistrati e per le forze dell'ordine che si impegnano in prima linea per garantire la difesa della legalità». Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a Montecitorio alla presentazione del libro Gesù è più forte della camorra di don Aniello Manganiello, parroco per sedici anni, dal 1994 al 2010, a Scampia.

BATTAGLIA DI CIVILTÀ - «La battaglia per la legalità - ha proseguito la terza carica dello Stato - è una battaglia di civiltà che impone all'intera comunità nazionale di fare proprie e sostenere sempre esperienze, anche se apparentemente a volte controcorrente, come quelle di don Aniello e dei suoi ragazzi restituiti alla società civile e pienamente integrati nella nostra democrazia».
«Camorra, mafia e 'ndrangheta - ha osservato Fini - prosperano non solo quando la presenza dello Stato è insufficiente ma anche quando le persone si barricano in casa e fingono di non vedere quello che accade per strada». Quella di Scampia «è una situazione di oppressione e di degrado che deve suscitare dolore e indignazione e deve turbare profondamente la coscienza civile e democratica dell'Italia, in particolar modo dei napoletani. Non è tollerabile che nella periferia Nord di Napoli, come in tutte le altre parti d'Italia sottoposte al ricatto criminale, si continui ad assistere ad una regressione civile che, unita alla piaga della miseria, sottrae tanti cittadini alla civiltà dei diritti, delle opportunità, della democrazia».
«L'inammissibilità di tali situazioni - ha concluso Fini - va evidenziata senza assolutamente dimenticare la dedizione, la professionalità, il senso del dovere di cui danno quotidianamente prova le forze dell'ordine e della magistratura nella loro preziosa opera di contrasto alle organizzazioni criminali che tanti risultati ha conseguito negli ultimi anni. Ma allo stesso modo non si può ignorare che dolorose ferite come quelle di Scampia sono rese possibili anche dai troppi casi di insufficienza delle Istituzioni e della politica».