28 marzo 2020
Aggiornato 19:30
Continua la protesta alla Fincantieri

CEI: Tagli tragici, salvaguardare i posti di lavoro

Bregantini: «Soluzioni di transizione, la fabbrica è anche degli operai»

CITTÀ DEL VATICANO - I vescovi italiani sono «molto preoccupati» per la decisione «tragica» del drastico piano di ridimensionamento di Fincantieri a Sestri Ponente e Castellammare di Stabia: lo spiega il presidente della commissione episcopale per i Problemi sociali e il Lavoro, monsignor Giancarlo Maria Bregantini.

BREGANTINI: «TROVARE SOLUZIONI» - «Siamo molto preoccupati», afferma l'arcivescovo di Campobasso-Bojano intervistato da One-o-five Live, canale della Radio Vaticana. «La prolusione del cardinale Bagnasco ci aveva fatto sognare. Vorremmo, come ha detto, una società in cui i posti di lavoro non solo non sono perduti, ma sono anche recuperati. Purtroppo la realtà è tragica. Apprendiamo con grandissimo sconcerto una decisione così tragica per cui 20-25 per cento delle maestranze vengono restate a casa. E' una cosa terribile. Credo che bisogna fare di tutto per parare il corto nel modo migliore».
Per monsignor Bregantini, la politica e le istituzioni «possono fare tantissimo. Bisogna studiare bene le cose. La politica deve farsi più seria, solo se incontra problemi reali come questo o la precarietà dei giovani, la politica si purifica». Per l'esponente Cei è necessario «trovare soluzioni di transizione» come le «reti di solidarietà». «Bisogna essere molto progettuali. Non si può dire: siccome i conti in borsa vanno male gli operai li lasciamo a casa. Voglio ricordare che la fabbrica non è sono solo degli imprenditori o degli azionisti ma è anche di una città, del sindacato, degli operai, di un intero popolo. Questo - sottolinea monsignor Bregantini - ci dice l'enciclica Caritas in veritate».

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