15 luglio 2024
Aggiornato 17:00
Masi alla Consap

RAI, la prossima settimana atteso il nuovo Dg

Finisce un'era difficile, Consiglieri: «Ora scelta interna e condivisa»

ROMA - Finisce con l'incarico in Consap l'era di Mauro Masi alla Rai: il Dg uscente formalizzerà le sue dimissioni probabilmente nel Cda Rai di mercoledì prossimo. Lascerà il testimone dopo due anni difficili, pieni di dossier caldi, dal fallimento dell'accordo con Sky per il digitale al fronte Santoro, ed un piano industriale centrato sui tagli ai costi per raggiungere l'obiettivo, ambizioso, del pareggio di bilancio nel 2012.

Due anni di rapporti difficili con la minoranza in Consiglio, che quasi sempre ha marcato la distanza dalla linea del Dg, soprattutto sul fronte editoriale, a partire dall'aventino sulle prime nomine di peso - Minzolini al Tg1 e Mazza a Raiuno -. Poi la trattativa fallita con Sky ma solo, assicurava il Dg, nell'interesse dell'azienda che ci avrebbe perso, e subito, a settembre 2009, il dossier Santoro, con il Dg che, insieme all'allora ministro dello Sviluppo Claudio Scajola - era il periodo dell'affaire D'Addario - si opponeva ai «programmi contro a priori». Ancora mesi difficili, con lo stop ai talk show, approvato a maggioranza dal Cda su proposta dello stesso Masi come «unica soluzione possibile» - diceva il Dg - per applicare il regolamento della Vigilanza. Una nuova tornata di nomine bloccata dalla crisi scoppiata nella maggioranza, quindi le circolari sul pluralismo e sulla conformità alle schede di programma, che Santoro rifiuta di applicare e a fronte delle quali, ad inizio stagione, rivolge al Dg un 'Vaffan..bicchiere' in diretta. Parte il procedimento disciplinare - 10 giorni di sospensione - Santoro ricorre all'arbitrato, Masi rifiuta e ricorre al giudice, risultato sanzione sospesa e programma in onda. Ma l'ultimo capitolo - per ora - del contenzioso arriva con la sentenza di inammissibilità del ricorso di Masi che chiedeva di sospendere, in attesa della Cassazione, la sentenza di secondo grado sul reintegro del conduttore. Sentenza, dice Masi, dove si precisano però le competenze dell'azienda, ma la partita è persa. Come quella su Ruffini, reintegrato dal giudice del lavoro per discriminazione politica: il riferimento è alle intercettazioni della procura di Trani per l'inchiesta Rai-Agcom, testi dove è coinvolto lo stesso Masi. Caso per il quale la minoranza ne chiede le dimissioni, ma il Dg va avanti.

Oggi restano ancora aperte diverse questioni: sul fronte nomine, per l'interim al Tg2 dopo l'uscita di Mario Orfeo, casella per la quale Masi ha proposto Susanna Petruni in un pacchetto che prevedeva anche l'approdo di un esterno, Franco Ferraro di Sky - gradito alla Lega - alla vice direzione del Tg1. Critica l'opposizione, Garimberti chiede chiarezza, ma la rottura è nella maggioranza: il consigliere Petroni rappresentante del Tesoro, Masi è costretto a fermarsi. E poi i contratti per i programmi punta di Raitre, Ballarò, Report e Che tempo che fa, con Fabio Fazio a rischio trasloco anche dopo la difficile partita su Via con me, il programma con Roberto Saviano.

Ora si apre la partita successione: in pole ancora Lorenza Lei, vice direttore, risorsa interna, dai tempi di Saccà nelle stanze della direzione generale. Favoriti anche - e soprattutto graditi a Silvio Berlusconi - Fabrizio Del Noce (ora a Rai Fiction) e Antonio Verro, consigliere di maggioranza - scelta questa che aprirebbe però la partita di un'altra successione. Dal Consiglio arriva, pressoché unanime, la richiesta di una scelta veloce, condivisa e interna: la chiedono Alessio Gorla e lo stesso Verro, la esigono i consiglieri di minoranza Van Straten, Rizzo Nervo e De Laurentiis. L'Usigrai auspica il dialogo e chiede risposte su governance e canone, i dirigenti prediligono una scelta sulla competenza più che sull'appartenenza. Mercoledì, in Consiglio, Masi dovrebbe formalizzare le dimissioni: si procederebbe poi all'indicazione plurima dei possibili candidati (Lei, Verro, Del Noce) e alla nomina di uno di loro, d'intesa con l'assemblea degli azionisti che sarà convocata contestualmente. Sempre mercoledì è previsto il Cda di Consap, ed allora Masi dovrebbe prendere servizio nel nuovo incarico.