20 agosto 2019
Aggiornato 13:30
La Corte di Giustizia boccia la norma che prevede l’arresto per gli irregolari

La UE all'Italia: essere clandestini non è reato

Per Della Vedova (Fli) il verdetto è giusto perchè il provvedimento era propagandistico e del tutto inefficace

ROMA - Il giudice italiano, incaricato di applicare le disposizioni del diritto dell'Unione e di assicurarne la piena efficacia, secondo i giudici europei, «dovrà quindi disapplicare ogni disposizione nazionale contraria al risultato della direttiva (segnatamente, la disposizione che prevede la pena della reclusione da uno a quattro anni) e tenere conto del principio dell'applicazione retroattiva della pena più mite, il quale fa parte delle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri».

LA CORTE DI GIUSTIZIA: E’ IN CONTRASTO CON LA DIRETTIVA EUROPEA - Così la Corte di giustizia Ue ha bocciato oggi la norma italiana che prevede il reato di clandestinità e l'arresto per gli immigrati irregolari. La norma, secondo quanto è stato deciso, è in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri dei clandestini.

UN PROVVEDIMENTO CHE OSTACOLA L’OBIETTIVO DI RISPETTARE I DIRITTI FONDAMENTALI - «La direttiva sul rimpatrio dei migranti irregolari osta ad una normativa nazionale che punisce con la reclusione il cittadino di un paese terzo in soggiorno irregolare che non si sia conformato ad un ordine di lasciare il territorio nazionale», riferisce la Corte Ue in un comunicato. «Una sanzione penale quale quella prevista dalla legislazione italiana può compromettere la realizzazione dell'obiettivo di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali», si aggiunge.

DELLA VEDOVA (FLI): UNA NORMA AFFOLLA CARCERI CONTRO IL RIMPATRIO DEGLI IRREGOLARI - «La bocciatura da parte della Corte di Giustizia di Lussemburgo del reato di clandestinità non è - come molti vorranno farla apparire - una sentenza 'buonista'. Ad essere stata bocciata è una norma demagogica e inefficiente, che aggrava l'arretrato giudiziario e il sovraffollamento carcerario, senza migliorare e al contrario intralciando le procedure di espulsione e rimpatrio degli immigrati irregolari». Lo dichiara Benedetto Della Vedova, capogruppo di Fli alla Camera.

NON SERVONO GUERRE IDEOLOGICHE MA PROVVEDIMENTI EFFICACI - «Le norme manifesto servono a chi le fa, per cercare consenso e combattere le proprie 'guerre ideologiche', ma non possono fortunatamente scavalcare i limiti posti al legislatore nazionale dal diritto comunitario, come, in altra forma, dai principi costituzionali. Però le norme dovrebbero servire ad altro, cioè ad assicurare un governo efficiente e ordinato della società.
Sull'immigrazione questa maggioranza ha ormai scelto di fare deliberatamente il contrario e spero che se ne accorga quella parte dell'elettorato che anche sull'immigrazione chiede sopratutto ordine», aggiunge.