Franceschini legge in Aula la lettera del figlio del Giudice Galli
Il Capogruppo del Pd: «Parole di grande dignità su cui riflettere»
ROMA - Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera, ha preso la parola in Aula alla Camera per leggere la lettera che Giuseppe Galli, il figlio del giudice Guido Galli, ucciso dalle Br, ha pubblicato oggi sul Corriere della sera in merito alla vicenda dei manifesti apparsi a Milano con la scritta Via le Br dalle procure.
ELEMENTO DI RIFLESSIONE - «Non voglio entrare nè sollevare un dibattito sui manifesti comparsi a Milano - ha spiegato Franceschini - ma voglio utilizzare il mio intervento per leggere la bellissima e nobile lettera che Giuseppe Galli ha pubblicato» perchè penso che «dovrebbe servire a tutti noi per le scelte che il Parlamento dovrà fare nei prossimi giorni, usiamole come elemento di riflessione, sono parole di grande dignità».
«Gli attacchi che da mesi si susseguono contro i magistrati, e soprattutto contro la Procura di Milano, toccano il culmine con un'accusa verso quei giudici il cui solo torto è di far rispettare le leggi e applicare la giustizia - ha scritto Giuseppe Galli -. La delegittimazione sistematica di un'intera categoria, da parte di una classe politica la cui irresponsabilità è forse inferiore solo alla follia di chi stampa certi manifesti, non fa altro che indebolire le istituzioni e rendere più vulnerabili tutti noi». «C'è amarezza - è scritto ancora nella lettera - in chi tanti anni fa ha visto il proprio padre assassinato dai terroristi e oggi, nella città in cui vive, legge certe parole che, così come allora Guido Galli cadde con il Codice in mano, oggi tanti altri magistrati, tenaci e coraggiosi, con quello stesso Codice, applicano le leggi».
Analoga iniziativa è stata presa al Senato dal vicecapogruppo del Pd, Luigi Zanda.