26 maggio 2020
Aggiornato 06:00
Par condicio sulla campagna referendaria

Slitta in Vigilanza il varo delle regole per i referendum

Maggioranza ottiene più tempo per le modifiche. L'Opposizione protesta

ROMA - E' slittata alla prossima settimana in commissione di Vigilanza sulla Rai l'approvazione del regolamento sulla par condicio per la campagna referendaria. I rappresentanti di Pdl e Lega, fra le proteste, hanno minacciato di abbandonare i lavori, ottenendo un rinvio della seduta e la riapertura dei termini per la presentazione degli emendamenti scadevano oggi.

PROTESTA DI PIETRO - «La tesi, avallata dalla maggioranza, sul presunto «largo anticipo», con cui si starebbe procedendo per l'approvazione del Regolamento sui referendum - ha protestato il leader Idv Antonio Di Pietro, facendo appello al presidente della commissione Zavoli e ai presidenti delle Camere per un loro intervento- è priva di qualsiasi fondamento. Al contrario, riteniamo che la commissione di Vigilanza sia in ritardo sui tempi previsti dalla legge. Altrettanto infondato è l'argomento della mancata costituzione dei «comitati per il No» che, come tutti sanno, deve avvenire di norma, e come è sempre accaduto in passato, entro i cinque giorni successivi alla approvazione del Regolamento da parte della commissione».
«Si tratta di evidenti pretesti - ha proseguito Di Pietro - per restringere gli spazi che, per legge, devono essere riservati dalla televisione pubblica ai quesiti referendari. Allo stesso tempo vogliono usare come merce di scambio un adempimento di legge, qual è quello dell'approvazione del Regolamento sui referendum, con l'atto di indirizzo sul pluralismo televisivo, firmato da Pdl e Lega, al fine di mettere sotto controllo i talk show sgraditi al regime».
«Si tratta di un comportamento grave, ricattatorio e contro le istituzioni che non può passare sotto silenzio. Per questo chiedo al Presidente Zavoli, e ai Presidenti di Camera e Senato di intervenire al più presto per evitare che un obbligo di legge sia aggirato da un comportamento politico fuori da ogni regola».

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