27 maggio 2024
Aggiornato 02:00
Federalismo

Calderoli: Dopo la proroga decreti, 1 anno per correttivi

Lo ha detto Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione: «Casa» completata, mancano i dettagli

ROMA - Dopo la proroga di quattro mesi per la delega sul federalismo, ne servirà una di un anno per i decreti correttivi. Lo ha detto Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione, a Radiosette su Gr Parlamento.

«Dopo aver consentito la proroga di quattro mesi - ha spiegato l'esponente della Lega Nord - credo convenga estendere di un ulteriore anno lo spazio oggi destinato ai correttivi, che è di 24 mesi. Attendo per la prossima settimana un incontro sui termini temporali della ulteriore delega, però è bene ribadire che la casa del Federalismo è già stata completata, che i due o tre accessori (che non sono assolutamente indispensabili, e che comunque è bene fare), si possono realizzare entro il termine del 20 maggio della vecchia delega e quindi, se c'è qualcosa in più da fare, come per esempio la revisione della Tia-Tarsu (la tassa sui rifiuti, ndr.), benissimo, non però con l'idea di smontare quello che si è realizzato ma con l'idea di migliorarlo».

Apertura dunque su questo argomento al Pd, «che ha ogni tanto queste pause di riflessione, che abbiamo sempre seguito - chiosa il Ministro, ma con la precisazione - che questi termini temporali siano noti e compatibili con la realizzazione del progetto. Per cui se è un pit-stop, un cambio gomme di tre-quattro secondi volentieri, però coi tempi della Ferrari».

Proseguendo nella metafora, Calderoli ha aggiunto che il Federalismo «probabilmente avrà bisogno di una regolata anche delle viti e dei bulloni, man mano che si passa alle fasi applicative». Dunque, entro il 20 maggio, termine per il Governo per emanare i decreti attuativi della Legge delega 42/2009, «si concluderanno gli interventi speciali e in particolare strutturali, con la armonizzazione dei bilanci pubblici». Il decreto Tia-Tarsu e quello sulle funzioni di Roma Capitale, «che prova una difficoltà nel confronto fra i vari livelli di governo, dovrebbero rientrare nei quattro mesi in più» che rappresentano «un ragionevole termine temporale per poterli affrontare e risolvere».