7 agosto 2020
Aggiornato 20:30
Giustizia

Csm censura Sansa: Ha offeso Berlusconi e Alfano

«Gaglioffi». Il commento: segno dei tempi, l'Esecutivo ci demolisce

ROMA - La parola «gaglioffi» eccede il diritto di critica, non si può dare impunemente del «gaglioffo» a qualcuno: lo ha stabilito la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura che ha condannato oggi il presidente del Tribunale per i minorenni di Genova, Adriano Sansa, ex sindaco di centrosinistra del capoluogo ligure, alla pena della censura per aver adoperato il desueto termine nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del ministro della Giustizia Angelino Alfano.

Secondo la tesi sostenuta dall'accusa, rappresentata dal sostituto procuratore generale della Cassazione Renato Finocchi Ghersi, le parole pronunciate dal magistrato ad una assemblea pubblica sui temi della riforma della giustizia «eccedono la critica politica legittima»: «Questo Governo - aveva detto Sansa - è indegno di affrontare il tema della giustizia, indegno anche da un punto di vista tecnico, con un Guardasigilli il cui unico merito è quello di essere un fedelissimo di Berlusconi. Dobbiamo già pensare a preparare l'altra riforma, quella che, andati via certi gaglioffi, ripristinerà la giustizia».

«Credo sia un segno dei tempi - ha commentato il magistrato censurato - chi dice quello che sta succedendo viene censurato. Stiamo decadendo come istituzione giudiziaria, l'esecutivo ci sta demolendo. Mi addolora, ma non so se farò ricorso. Sono presidente di Tribunale, sono al mio ultimo ufficio, poi andrò in pensione. Se questa censura nuoce posso anche andarci prima».