16 ottobre 2019
Aggiornato 16:30
Il Sottosegretario ha ritirato le dimissioni

Mantovano: Il nord apra le porte agli immigrati

«In Francia ci sono già molte famiglie tunisine: ecco perchè Parigi non può tirarsi indietro»

ROMA - Mantovano ieri ritirato le sue dimissioni perché «le questioni poste che erano alla base delle dimissioni hanno avuto una soluzione positiva, sia sul fenomeno nel suo insieme con la valvola di sfogo del permesso umanitario, sia sulla distribuzione dell'accoglienza sul territorio nazionale, che ora oltre che sul Sud è ripartita anche al Centro e c'è qualche avvio di riconsiderazione anche nel Nord», ha detto spiegato Alfredo Mantovano.

MANTOVANO: COINVOLGERE IL NORD NELL’ACCOGLIENZA DEGLI IMMIGRATI - Per quanto riguarda gli immigrati il sottosegretario all'Interno, intervenendo alla trasmissione Mattino 5 su Canale 5 ha aggiunto che è «E' giusto» coinvolgere anche le regioni del nord Italia nell'accoglienza degli immigrati arrivati dal nord Africa, perché siamo «di fronte a una emergenza che deve comportare che i carichi siano sopportati dall'intero territorio nazionale».

LA FRANCIA NON SI PUÒ TIRARE INDIETRO - «A fronte di un permesso di soggiorno umanitario, nessuno stato europeo che aderisce al trattato di Schengen può rifiutare l'ingresso nel proprio territorio fino a un limite temporale di tre mesi. Spero che i colloqui di oggi tra i due ministri (dell'Interno di Italia e Francia, Maroni e Gueant, ndr) e di lunedì al consiglio Giustizia e Affari Interni dell'Unione europea non siano più difficili della trattativa tra Italia e Tunisia, sarebbe veramente un paradosso».
Mantovano ha spiegato che «il problema è dopo il limite temporale dei tre mesi. Se si vuole gestire la situazione non all'insegna della conflittualità tra due nazioni 'cugine' e cofondatrici della Comunità europea, ma all'insegna della soluzione dei problemi, si può immaginare intanto un piano di riparto tra tutta l'Unione europea, ma anche - ha continuato - prendere atto della realtà che in Francia ci sono tante famiglie tunisine, che hanno legami di parentela con gran parte immigrati arrivati in Italia, e quindi agire di conseguenza».

LA FRANCIA E’ STATA FRETTOLOSA IN LIBIA E NE STIAMO PAGANDO LE CONSEGUENZE - Mantovano ha quindi ricordato che «con la Francia c'erano ottime relazioni fino a qualche settimana fa su questa materia», cioè prima che all'Interno fosse nominato il nuovo ministro Claude Gueant: «Se la Francia è stata così volenterosa nel precedere altri dell'impresa libica, non sta bene che noi ne sopportiamo per intero le conseguenze», ha concluso.