23 febbraio 2020
Aggiornato 12:30
Animali & Tradizioni

Palio di Siena, è ufficiale: No a Unesco

LAV: «Bocciati l’uso e l’abuso degli animali. Pesa la macchia di almeno 48 cavalli deceduti a partire dal 1970»

ROMA - «L’onta dei cavalli morti e feriti non permette al Palio di Siena di essere un simbolo positivo per l’Italia, la bocciatura per il riconoscimento nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Immateriale dell'Unesco è un secco e autorevole No al riconoscimento educativo e culturale delle manifestazioni che ancora usano gli animali»: con queste parole il presidente della LAV Gianluca Felicetti commenta la notizia dell'esclusione del Palio di Siena dalla lista Unesco, ufficializzata ieri dal Ministero dei Beni e attività culturali.

48 CAVALLI MORTI DAL 1970 - «Sul Palio di Siena pesa la macchia di almeno 48 cavalli deceduti a partire dal 1970, e un'inchiesta in corso che dovrà fare luce sul sospetto di doping di alcuni cavalli: sono aspetti gravi e drammatici per gli animali che hanno perso la vita per questa competizione e per l'immagine di una delle più belle città del mondo il cui patrimonio architettonico è giustamente nella lista Unesco - prosegue Felicetti – le alternative per preservare la competizione e la festa ci sono, come dimostrano Lodi e altre città che da tempo hanno saggiamente scelto di sostituire i cavalli o altri animali, un esempio ammirevole della possibilità di rispettare davvero i diritti di tutti».
«Alla Camera dei Deputati ora la Commissione Cultura che sta esaminando due proposte di legge per il sostegno alle manifestazioni storiche, una a prima firma Pd e una a prima firma Lega Nord – conclude il presidente della LAV – inserisca l’esclusione dei benefici per giochi e palii con l’uso di animali. Esprimiamo il nostro plauso al Ministro del Turismo Michela Brambilla che in più occasioni aveva espresso la sua perplessità verso questa candidatura e verso il Palio.»