28 gennaio 2020
Aggiornato 01:30
Dagli scriventi del Pdl molte critiche sulla gestione degli emigranti

62 parlamentari scrivono a Berlusconi: le tendopoli non solo al Sud

«Chiediamo chiarezza oltre ogni condizionamento ideologico»

ROMA - I 62 parlamentari, «di tutte le aree geografiche e di tutte le aree politiche e culturali del partito», chiedono inoltre al premier che «si costruiscano centri di raccolta dei migranti di dimensioni più ridotte, evitando l'allestimenti di maxitendopoli, per le quali è impossibile garantire la sicurezza ed evitare le fughe di massa, come quelle a cui stiamo assistendo in questi giorni»; e che «nella constatata impossibilità di un celere rimpatrio forzoso, si possono rilasciare permessi di soggiorno per motivi umanitari ai tunisini che non abbiano comportamenti violenti e dimostrino di avere delle destinazioni finali accertabili e sostenibili».

LA LETTERA DEI 62 - Nella lettera i sessantadue parlamentari del Pdl chiedono a Silvio Berlusconi che «il Governo distribuisca immediatamente le tendopoli in modo equo e proporzionato sull'intero territorio nazionale, senza continuare a gravare soltanto sul Sud».

QUALCHE RICONOSCIMENTO E MOLTE CRITICHE AL GOVERNO - Il gruppo di parlamentari del Pdl riconosce al Governo Berlusconi di essere impegnato «a fronteggiare l'emergenza umanitaria, e ad affrontare le ricadute che la stessa ha avuto e sta avendo in Italia», ma aggiunge che «la gestione della crisi medesima, tuttavia, avrebbe dovuto far adoperare fin dall'inizio un linguaggio di totale chiarezza: sull'entità degli arrivi previsti; sulla netta distinzione tra clandestini (larga parte di quelli partiti dalle coste tunisine) e profughi (quelli che si prevede possano partire dalle coste libiche); sui rapporti con le regioni e con le autonomie, inizialmente coinvolte solo per l'accoglienza dei profughi, e della quali solo negli ultimi giorni si sollecita l'individuazione dei siti per i clandestini; sulla dislocazione territoriale dei centri per l'accoglienza. Su tale aspetto, il richiamo del Capo dello Stato a una equa ripartizione dei carichi fra ogni area dell'Italia risponde a una evidente esigenza di giustizia. Questa chiarezza - si legge nella lettera- è ora indispensabile, oltre ogni condizionamento ideologico».