28 gennaio 2020
Aggiornato 11:30
Famiglia Cristiana chiede una politica europea omogenea

Andrea Riccardi : «Smettetela di usare gli immigrati a scopo elettorali»

Per il fondatore della Comunità di Sant'Egidio i politici svicolano da un problema che fa perdere o guadagnare consensi

ROMA - Si dovrebbe smetterla di usare il tema immigrati immigrati a fini elettorali». Lo si legge in un editoriale di Famiglia cristiana affidato, nel numero in uscita, al fondatore della comunità di Sant'Egidio, Andrea Riccardi.

RICCARDI - «Certo ci vorrebbe una politica europea dell'immigrazione. E' assurdo che, con la libera circolazione dei cittadini in Europa, non ci sia una politica comune in questo campo. La realtà è che i Governi europei non si vogliono legare le mani su un tema che fa perdere e guadagnare consensi. Ma si dovrebbe smetterla di usare il tema immigrati immigrati a fini elettorali».

SITUAZIONE DIFFICILE PER L’ITALIA, NON CATASTROFICA - «Va spiegato alla gente onestamente che è un problema con cui ci dovremo confrontare per i prossimi anni. Non è scontato, poi, che questo flusso continui a rivolgersi così all'Europa: già eritrei, somali ed etiopici si cominciano a indirizzare verso l'Africa australe. Del resto, l'Italia ha bisogno di immigrati», scrive Riccardi. «La situazione è difficile per l'Italia, non drammatica. Bisogna chiedere all'Europa di assumersi le sue responsabilità. Inoltre, non si possono fermare gli arrivi, senza una politica di aiuto allo sviluppo in Africa».

L’ITALIA HA VISSUTO ESPERIENZE ANCHE PIÙ DRAMMATICHE - Nell'editoriale per il settimanale dei Paolini, Riccardi sottolinea che «la situazione di Lampedusa è molto difficile. Ma l'Italia ha vissuto esperienze più drammatiche in passato. Nel marzo 1991 arrivarono 28 mila albanesi e nell'agosto altri 20 mila. Nel 1992 la guerra in Somalia portò 12 mila somali. Tra il 1992 e il 1996 arrivarono 80 mila ex jugoslavi; nel 1999 oltre 30mila kosovari. Nel 2000 quasi 30 mila profughi, specie curdi iracheni. Oggi vivono e lavorano con noi».