5 aprile 2020
Aggiornato 02:30
Cattolici italiani

CEI: Rinsaldare la democrazia, la Costituzione ha ancora tanto da dare

Documento conclusivo della 46° settimana sociale per modifica della legge elettorale-equilibrio poteri

ROMA - Il rapporto tra eletti ed elettori che deve tornare ad essere stretto con la capacità di scegliere dei cittadini, il rispetto dei limiti e dell'equilibrio tra i poteri, la democrazia che non sarà all'emergenza ma va «rinsaldata». E poi la Costituzione ancora valida, ancora «capace di dare tanto» ma che può essere cambiata a patto che non venga stravolta. C'è una visione completa della realtà e «non solo della più stretta attualità» nel documento conclusivo della 46° settimana sociale dei cattolici italiani. Riflessione ampia e meditata che è stata presentata oggi, alla presenza del sottosegretario della Cei monsignor Domenico Pompili e dei membri del comitato scientifico monsignor Arrigo Miglio, Edoardo Patriarca e Franco Pasquali.

RIFORME COSTITUZIONALI - Inutile cercare di ottenere giudizi sulla più stretta attualità politica, sui guai del presidente del Consiglio e sulla lotta che già si annuncia sulla legge di riforma costituzionale della giustizia, il documento, come spiegano Patriarca e Pasquali, «non entra nella valutazione delle vicende quotidiane, ma tenta di alzare il tono e la riflessione senza rinunciare a stare nel tempo». Proprio in quest'ottica si riafferma che «eventuali modifiche non devono stravolgere l'impianto fondante della Costituzione» e se ci si astiene da una valutazione sul dettaglio della riforma della giustizia, da alcuni già bollata come incostituzionale, si osserva che la Carta, per quanto «non intoccabile», ha ancora «tanto da dare». Per il «bene comune» poi è necessario che in politica i poteri siano «limitati, che si controllino reciprocamente», che ci sia «alternanza» in chi li detiene.

LEGGE ELETTORALE - Sulla necessità di cambiare la legge elettorale la riflessione delle Settimane sociali promosse dalla Cei porta necessariamente a un ripristino delle preferenze per «dare all'elettore un reale potere di scelta e di controllo». «Bisogna anche affrontare - conclude il documento - la questione del numero di mandati e dell'ineleggibilità di quanti hanno pendenze con la giustizia».

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