22 gennaio 2022
Aggiornato 07:00
Giustizia

Bocchino: «Riforma oscura, c'è un intento punitivo delle toghe»

Il vicepresidente di Futuro e Libertà: «Mani pulite? Senza quell'inchiesta Berlusconi non sarebbe in politica»

TORINO - Sulla giustizia il governo ha messo in campo «una riforma oscura che non chiarisce gli aspetti più importanti». È la definizione che dà Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, a margine della presentazione del candidato sindaco del Terzo polo Alberto Musy.

BOCCHINO- «Noi siamo disponibili a discutere sulla riforma della giustizia», ha ribadito Bocchino, che però ha anche sottolineato: «Se Berlusconi pensa di sottomettere i pm all'esecutivo non siamo d'accordo». Così come «tutti possono essere d'accordo sulla responsabilità civile dei magistrati, ma se è diretta - ha avvertito l'esponente finiano - c'è il rischio che al primo magistrato a cui viene pignorata la casa per un errore il giorno dopo gli altri colleghi tendono ad assolvere tutti per non avere problemi».
Il vicepresidente di Fli ha aggiunto inoltre che la riforma «fa intravedere un intento punitivo nei confronti dei magistrati», inoltre non ha rinunciato a sottolineare che Berlusconi sul tema «ha esordito nel peggiore dei modi, soprattutto quando dice che i pm devono andare con il cappello in mano dinanzi al giudice». Secondo Bocchino il pm deve andare dal giudice non col cappello ma 'col codice in mano' per «rappresentare l'accusa nell'interesse della legalità». Bocchino ha inoltre espresso soddisfazione perché in questo Paese c'è stata Mani Pulite: «Io sono contento che ci sia stato in questo paese Mani Pulite così come dovrebbe esserlo Berlusconi, perché così c'è stata la possibilità di creare il bipolarismo nel centrodestra. Senza Mani Pulite Berlusconi non sarebbe in politica».