10 luglio 2020
Aggiornato 08:30
Presentato il «Rapporto Osservasalute 2010»

«Con il federalismo sanitario a rischio le regioni più deboli»

«Lazio, Campania e Sicilia dal 2001 al 2009 da sole hanno generato il 69% dei disavanzi regionali»

ROMA - Il federalismo sanitario rischia di travolgere i territori più deboli e, in particolare, di essere l'elemento dirompente di singole Regioni italiane. E' quanto afferma il Rapporto Osservasalute 2010 presentato oggi e curato dal professor Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di Igiene della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica di Roma.

INSIEME AL RIENTRO DEI DISAVANZI CI VUOLE PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO - Secondo Ricciardi «l'egemonia che hanno avuto i piani di rientro sul governo dei conti approfondisce il baratro dei servizi e della sostenibilità delle regioni, erodendo i servizi sociali e sanitari. Alla necessaria azione di risanamento dei conti deve essere infatti affiancata, una coerente strategia di programmazione e controllo dei servizi sanitari, basata su evidenze epidemiologiche e scientifiche «forti», senza le quali i problemi delle regioni in difficoltà sono destinati ad aggravarsi in modo progressivo».

TUTTE NEL CENTRO-NORD LE REGIONI PIÙ VIRTUOSE - Tre regioni da sole (Lazio, Campania e Sicilia) hanno generato il 69% dei disavanzi accumulati dal Servizio sanitario nel periodo 2001-2009. In termini pro capite, disavanzi molto significativi si sono generati anche in Molise, Valle d'Aosta, Abruzzo e Sardegna. Solo nel Centro-Nord le regioni (tranne appunto Valle d'Aosta, Piemonte, P.A. di Trento, Liguria e, nel 2009, Veneto) da alcuni anni chiudono i conti in sostanziale equilibrio, talvolta peraltro solo grazie all'integrazione rappresentata dalle risorse regionali extra-fondo.