Arriva la prescrizione breve, proposta Pdl alla Camera
Giudice obbligato a concedere le attenuanti generiche a incensurati e over 65. Proposte pene più dure per magistrati, tempi brevi per indagini
ROMA - Dopo giorni di indiscrezioni, si è materializzata alla Camera la prescrizione abbreviata per gli incensurati e gli imputati ultrasessantacinquenni, nella proposta di legge presentata dal deputato Pdl Luigi Vitali. Norma che nelle scorse settimane era stata indicata come salva-Berlusconi.
All'articolo 40, il testo prevede una modifica dell'articolo 62-bis del codice penale, al quale vengono aggiunti due commi per introdurre un obbligo di concessione delle circostanze attenuanti che può comportare l'estinzione per prescrizione dei processi, anche nella fase delle indagini preliminari: «Fermo restando - si legge nell'articolato - il disposto di cui al terzo comma dell'articolo 63, il giudice diminuisce sempre la pena quando l'imputato è incensurato o ha superato il sessantacinquesimo anno di età, ovvero quando il reato non risulta grave alla stregua dei criteri indicati nei numeri 1, 2 e 3 del primo comma dell'articolo 133. Il giudice, fermo restando il disposto di cui al terzo comma dell'articolo 63 deve applicare le circostanze attenuanti, comprese quelle di cui ai commi precedenti, e considerarle prevalenti rispetto alle eventuali circostanze aggravanti, ogniqualvolta per effetto della diminuzione di pena il reato risulti estinto per prescrizione. Il giudice anche nella fase delle indagini preliminari, pronuncia in camera di consiglio sentenza inappellabile di non doversi procedere».
All'indomani della consulta giustizia del partito di Silvio Berlusconi, quindi, gli azzurri hanno rotto gli indugi, anche se scegliendo un profilo più basso rispetto alle voci che ipotizzavano una presentazione al Senato direttamente a firma dei capigruppo Gasparri e Quagliariello. Ma la proposta, che consta di 44 articoli, rappresenta un progetto di riforma tutt'altro che occasionale o marginale della procedura penale: contiene norme per rendere più facile la ricusazione dei giudici e norme stringenti sull'obbligo di astensione. Modificando l'articolo 36 del codice di procedura penale, l'articolo 3 della proposta di legge Vitali prevede tra l'altro che «il giudice ha l'obbligo di astenersi» quando esistono ragioni di convenienza «determinate da comportamenti o manifestazioni di pensiero o da adesione a movimenti o associazioni che determinano fondato sospetto di recare pregiudizio all'imparzialità del giudice».
La proposta prevede fra l'altro un allargamento delle competenze della Corte d'assise «al fine di rinvigorire i princìpi stabiliti dagli articoli 101 ('la giustizia è amministrata in nome del popolo') e 102, terzo comma, della Costituzione ('la legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all'amministrazione della giustizia'). I giurati popolari, quindi, si troverebbero a giudicare anche dei reati sessuali, dei procedimenti in cui sono imputati o parti lese i magistrati, e dei reati contro la pubblica amministrazione.
Le norme che il deputato Pdl propone di introdurre rendono più rigida la durata dei procedimenti: «La prassi, invalsa in alcuni uffici giudiziari, di ritardare l'iscrizione della notizia di reato nell'apposito registro e, quindi, di allungare i termini di durata delle indagini, non può più essere tollerata», si legge nella relazione che accompagna la bozza di disegno di legge, ancora non ufficialmente pubblicato dalla Camera. Per questo motivo, si propone «la fissazione del dies a quo delle indagini al momento in cui il nome dell'indagato è pervenuto alla conoscenza del pubblico ministero o della polizia giudiziaria e non come avviene attualmente al momento in cui il predetto nome è iscritto nel registro delle notizie di reato». C'è un'eco, nel testo, anche di quello che era stato battezzato dalle opposizioni il 'processo lungo', con norme che intervengono per la precisazione e l'estensione dei termini a disposizione della difesa.
Vitali propone inoltre «l'introduzione di una fattispecie aggravata di abuso d'ufficio in atti giudiziari nell'ipotesi in cui il reato sia stato commesso da magistrati. Infine, si rende obbligatoria - conclude la relazione che accompagna la proposta di legge - la concessione delle sospensione condizionale della pena in caso di imputati incensurati».