12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Vaticano

Comitato ebraico-cattolico: No a violenza in nome di Dio

Riunione a Parigi, attacchi a cristiani e appelli anti-Israele

ROMA - «Profonda tristezza» per i «ripetuti atti di violenza o di terrorismo 'nel nome di Dio', inclusi gli attacchi sempre più frequenti contro i cristiani e gli appelli alla distruzione dello Stato di Israele», è stata espressa nel corso del XXI incontro del Comitato internazionale di collegamento ebraico-cattolico (Ilc) che si è svolto a Parigi dal 27 febbraio al 2 marzo.

DICHIARAZIONE CONGIUNTA - Al termine dei lavori, sul tema Quarant'anni di dialogo - riflessioni e prospettive future, il Comitato ha rilasciato una dichiarazione congiunta nella quale informa come essi abbiano evidenziato il rapporto positivo iniziato con il concilio Vaticano II e con la promulgazione della Nostra aetate nel 1965. L'incontro è stato preceduto da una conferenza preliminare di tre giornate denominata «la delegazione dei leader emergenti», che ha riunito giovani di entrambe le comunità di fede per discutere sulle sfide del futuro.

«NO ALLA VIOLENZA IN NOME DI DIO» - Uno dei risultati principali della conferenza è stato l'approfondimento di rapporti personali e di un desiderio comune di affrontare insieme le sfide enormi poste ai cattolici e agli ebrei in un mondo in rapido e imprevedibile mutamento. Si è anche riconosciuto il comune dovere religioso di contribuire a mitigare le conseguenze globali della povertà, dell'ingiustizia, della discriminazione e della negazione dei diritti umani universali. La conferenza ha riconosciuto gli eventi attuali che si stanno svolgendo in parti dell'Africa settentrionale e nel Medio Oriente, dove milioni di esseri umani stanno esprimendo la propria sete di dignità e di libertà. I relatori hanno espresso profonda tristezza per i ripetuti atti di violenza o di terrorismo «nel nome di Dio», inclusi gli attacchi sempre più frequenti contro i cristiani e gli appelli alla distruzione dello Stato di Israele. La Conferenza ha deplorato qualsiasi atto di violenza perpetrato nel nome della religione.