Dispetti tra ex An per il «Secolo», «ignoto» chiude a chiave il cda
Suspense e un po' di panico, ma poi si trova la chiave di scorta
ROMA - Se non fosse una goliardata tra ex compagni di partito, per di più nella sede che fu di Alleanza nazionale, sarebbe potuta finire in modo diverso. Invece la maggior parte dei protagonisti alla fine ci hanno (più o meno) riso su. La scena è questa: tesissimo consiglio d'amministrazione del Secolo d'Italia, ieri in via della Scrofa. Gli uomini di Futuro e libertà decidono di occupare pacificamente la sede del quotidiano, stazionano nei corridoi mentre in una sala si svolge il cda, vera e propria resa dei conti tra ex aennini ora divisi.
Flavia Perina è già andata via, restano cinque o sei consiglieri, tutti del Pdl. Un «ignoto» (o almeno, così riferiscono alcune fonti con un sorriso che lascia il dubbio) vede che la porta della sala nella quale si sta svolgendo la riunione ha una chiave attaccata. 'Clack', una girata e via lontano dalla sede del partito. Panico.
I consiglieri si accorgono presto dello «scherzo», non la prendono tutti benissimo. Iniziano a bussare, poi a gridare, ci vuole qualche minuto per capire l'accaduto. Si tenta di trovare un'altra chiave in sede. Non c'è. Passano i minuti, almeno una ventina, poi dopo un giro di telefonate si rintraccia una seconda chiave. Suspense. E' la chiave giusta, i consiglieri sono infine liberi.