30 agosto 2025
Aggiornato 19:00
Federalismo

ApI: «La riforma nasce per spaccare. Illuso chi pensa aiuti dal Nord»

Il Senatore Franco Bruno: «Norme sono a rischio di incostituzionalità»

ROMA - Sono 10 i motivi per cui Alleanza per l'Italia dice no al federalismo fiscale. Li ha sintetizzati in Aula al Senato il senatore Franco Bruno, sostenendo che «questo federalismo nasce dal tentativo di separare il Paese. Credo che tutto ciò sia profondamente sbagliato. Si illude chi pensa che il Nord d'Italia da solo sia più forte, più competitivo, più sicuro, più stabile».

I 10 MOTIVI - «Primo: non si prevede affatto - ha spiegato Bruno - alcuna responsabilità fiscale degli amministratori nei confronti degli amministrati. Secondo: in questa riforma non esiste alcuna semplificazione dell'amministrazione locale, semplicemente verranno ridotti i servizi senza migliorare ne' organizzazione nè costi. Terzo: il sistema proposto non assicura la copertura finanziaria del fabbisogno dei comuni» «Quarto: questo federalismo municipale - ha aggiunto il senatore - aumenterà la pressione fiscale. Quinto: questo federalismo colpisce le imprese con la stangata dell'Imu. Sesto: il meccanismo della cedolare secca non combatte l'evasione perchè non innesta alcun contrasto di interesse tra proprietario e locatario. Settimo: è profondamente iniquo proporre una riduzione del 20% per i proprietari senza prevedere significative agevolazioni fiscali per gli inquilini. Ottavo: il complesso della redistribuzione fiscale contenuta in questo decreto va in una direzione precisa: piu' tasse per famiglie e imprese, meno tasse sulle rendite. Nono: il meccanismo di riequilibrio o di perequazione previsto presenta una preoccupante ed incerta definizione della copertura finanziaria. Infine - ha concluso Bruno - il decimo 'nò: il testo in esame è evidentemente esposto ad un giudizio di incostituzionalità e rischia di generare correlate incertezze e precarietà nell'intero sistema della finanza locale».