12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Federalismo

Calderoli: Comuni vogliono certezze, non proroghe

Il Ministro per la Semplificazione normativa: «Condivisi con opposizioni e Anci 50 commi su 70»

ROMA - I Comuni «attendono risposte, devono avere certezze dei tempi e delle risorse» dal federalismo fiscale anche per chiudere i bilanci del 2010, e dunque «ulteriori proroghe», seppure tecnicamente possibili, «devono essere evitate o limitate». Lo ha detto il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli intervenendo nell'Aula del Senato sul decreto legislativo in materia di fisco municipale.
Anche perchè, già nella stesura del decreto, il governo «ha puntato sul dialogo e sulla concertazione» non solo con le opposizioni ma anche con l'Anci». Tanto che «50 commi su 70 sono stati costruiti insieme alle forze parlamentari e sono condivisi dall'Anci».

TASSA SUI SERVIZI - Il testo del decreto, dunque, «è il massimo possibile senza rimettere la tassa sulla prima casa». Le proposte delle opposizioni in questo senso avrebbero avuto «effetti complicatissimi e incomprensibili al cittadino, e non avrebbero raggiunto l'obiettivo» di una maggiore autonomia dei municipi.
In particolare, la proposta del Pd di una tassa sui servizi «avrebbe portato ad un aumento della pressione fiscale» attraverso un meccanismo di calcolo «complicatissimo». Mentre la proposta del Terzo polo di reintrodurre l'Ici sulla prima casa permettendone la detraibilità dall'Irpef «avrebbe avuto una serie di difficoltà, a partire dagli incapienti: il beneficio lo avrebbero avuto le fasce medio-alte e non quelle basse». Non solo: «I sindaci avrebbero aumentato al massimo l'Ici, con danno sulle casse dello Stato vista la detraibilità dall'Irpef».