16 ottobre 2021
Aggiornato 19:30
Immigrati

Save the children: a oggi giunti 200 minori dalla Tunisia

Stamattina imbarcati verso Porto Empedocle gli ultimi 30. Nei giorni scorsi, dei 200 minori non accompagnati, 130 sono stati collocati in comunità per minori della Sicilia

ROMA - Sono stati appena imbarcati verso Porto Empedocle i 30 presunti minori rimasti ancora a Lampedusa dopo l'ultimo sbarco di quattro giorni fa e, dall'inizio della nuova emergenza sbarchi, sono finora circa 200 i minori tunisini non accompagnati approdati sull'isola siciliana a causa della crisi umanitaria in corso in patria. A fare i conti è Save the Children, che al quarto giorno dall'ultimo sbarco a Lampedusa, ha assistito i 30 minori diretti a Porto Empedocle durante la fase preliminare dell'imbarco: 6 di loro erano stati accolti nel Centro di primo soccorso e accoglienza, nel quale ieri c'è stata l'apertura di uno spazio dedicato solo ai minori, dove hanno infatti potuto trascorrere la notte, separati dal gruppo di migliaia di migranti adulti.

Nei giorni scorsi, dei 200 minori non accompagnati, 130 sono stati collocati in comunità per minori della Sicilia, e 20 in comunità per minori della Puglia. Invece, rimangono ancora sottoposti ad accertamento dell'età 16 minori in Sicilia, mentre 6 presunti minori, dichiaratisi minorenni in colloqui individuali condotti da Save the Children e poi identificati come maggiorenni, sono stati portati nei centri per migranti di Foggia e Brindisi.

L'associazione ribadisce l'importanza di organizzare in tempi rapidi i trasferimenti dei migranti dal Centro di Lampedusa, «che non è infatti adeguato ad ospitare migliaia di persone allo stesso momento, e di dare priorità ai presunti minori non accompagnati». Infine, l'organizzazione considera «rilevante» l'arrivo e il rintraccio nella provincia di Ragusa, negli ultimi due giorni, di quasi 100 egiziani, di cui 35 minori. Secondo quanto appreso da Save the Children, 44 di questi migranti sono stati rimpatriati immediatamente senza poter accedere ad alcuna procedura di «profilazione», volta ad individuare gruppi vulnerabili, tra cui i minori non accompagnati.