Legittimo impedimento, oggi il verdetto della Corte Costituzionale
Intanto ha detto sì al referendum sul tema proposto dall'IdV. Il Premier: «Non c'è alcun pericolo per la stabilità di governo qualunque sia l'esito della Consulta»
ROMA - E' il giorno del giudizio per le norme sul 'legittimo impedimento': i 15 giudici della Consulta si ritroveranno alle 9.30 in camera di consiglio per pronunciarsi sulla costituzionalità dello 'scudo' processuale a premier e ministri, e dare risposta a tre ricorsi firmati dai giudici di Milano. Ieri il primo verdetto: il referendum proposto da Di Pietro per chiedere di cancellare la legge che consente al premier di mettersi al riparo dai suoi processi è ammissibile, ha sentenziato la Corte costituzionale.
Difficile fare previsioni perché un accordo tra i giudici sulla soluzione sembra lontano. Nè le parole di ieri pronunciate da Berlusconi a Berlino avrebbero rasserenato gli animi delle alte toghe, alle prese con una pronuncia che potrebbe incidere sul percorso del governo. Il premier inizialmente ha ostentato distacco: è una legge che «non ho mai richiesto», «sono totalmente indifferente al fatto che possa esserci un fermo o meno dei processi che considero ridicoli», non c'è alcun «pericolo per la stabilità di governo qualunque sia l'esito della Consulta». Poi però è stato un crescendo di accuse culminate con un durissimo atto d'accusa alle toghe: «Spiegherò agli italiani di cosa si tratta, della patologia di un organismo giudiziario che si è trasformato in potere giudiziario esorbitando dal suo alveo costituzionale».
I numeri alla Consulta oscillano continuamente, ma nelle ultime ore sembrano confermare che la bilancia continua a pendere dalla parte di chi quella legge non è intenzionato a salvarla così com'è: troppo generica nel prevedere i 'legittimi impedimenti' che consentono al premier di non presentarsi ai processi, con i giudici costretti a ratificare un'autocertificazione proveniente da Palazzo Chigi. Due nodi segnalati dallo stesso relatore, il giudice Sabino Cassese, che nell'udienza di ieri ha chiesto: «I fatti ed eventi individuati come ipotesi di legittimo impedimento sono indicati in modo specifico o generico? Residuano poteri di controllo del giudice?». Due domande alle quali domani i giudici costituzionali dovranno rispondere.