1 giugno 2020
Aggiornato 11:00
Maggioranza

Berlusconi pensa a un nuovo «contenitore»

Il Premier fiducioso sulla «verifica»: avanti voto su voto fino a quando Fini non si assumerà l'onere di farlo cadere

ROMA - Tu chiamala se vuoi, nostalgia. O forse è più semplicemente la presa d'atto di troppe cose che non sono andate come dovevano. Fatto sta che in più di una conversazione, recentemente, il premier Silvio Berlusconi ha detto di sentire la 'mancanza' di Forza Italia. Insomma, non proprio del partito, perché ora c'è il Pdl. Ma perlomeno dell'entusiasmo che ne circondò la nascita, di quello che gli azzurri della prima ora, come Antonio Martino che lo ha incontrato oggi, amano chiamare 'lo spirito del '94'.

NUOVO «CONTENITORE» - Il premier nelle ultime settimane ha molto insistito con la dirigenza del partito affinché si dimostrasse compatta attorno alla sua leadership, ma come il 'caso Carfagna' ha dimostrato, il 'coperchio' non riesce a evitare fino in fondo che emergano le divergenze per ora anestetizzate.
Ed è anche per questo che circolano voci di un nuovo nome e di un nuovo simbolo che il Cavaliere sarebbe pronto a lanciare. In realtà, viene spiegato, al momento si tratterebbe più che altro di una opzione tra le altre. Di certo, Berlusconi sta pensando a un modo per 'rinnovare' la sua creatura, un nuovo 'contenitore', qualcosa che riesca a rimettere in circolo un po' di entusiasmo alla 'base'. In quest'ottica il Cavaliere riflette, legge dossier e accetta suggerimenti. In attesa che si consumi il D-day del 14 dicembre.

PREMIER «FIDUCIOSO» - Con chi ha avuto modo di parlargli di recente, il premier si sarebbe mostrato fiducioso di passare il 'test' del voto anche alla Camera. «Incasso la fiducia - sarebbe stato il suo ragionamento - e poi sarò io ad avere il coltello dalla parte del manico». Tanto che qualcuno ipotizza che il Cavaliere possa essere affascinato dalla proposta di Bossi: ossia fare come Fanfani e dimettersi nonostante il sostegno del Parlamento. Uomini molto vicini al premier tuttavia assicurano che lui andrà avanti voto dopo voto fino a quando Fini non si assumerà l'onere di farlo cadere. «Io a quello non la darò vinta» avrebbe affermato Berlusconi. Il voto resta dunque sullo sfondo, in attesa quanto meno di sondaggi migliori, per ora più come minaccia o strumento di persuasione verso deputati e senatori. Ma ai suoi interlocutori Berlusconi va ripetendo che bisogna tenersi pronti, anche a costo di dare vita a una nuova creatura.

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