26 maggio 2020
Aggiornato 03:00
Emergenza rifiuti

Nessun camion sversa a Cava Sari, ma la tensione torna alta

Dopo il ritrovamento tre ordigni, la popolazione torna in piazza nonostante ieri il Consiglio dei ministri abbia stabilito la cancellazione di Cava Vitiello

NAPOLI - Nel corso della notte nessun passaggio di autocompattatori e nessuno sversamento, dunque, nella Cava Sari di Terzigno. Nonostante le previsioni, la discarica non ha ripreso a ingoiare i rifiuti dei 18 comuni della 'zona rossa' del Vesuviano dopo l'iscrizione nel registri degli indagati del primo cittadino, Domenico Auricchio, che lo scorso sabato 13 aveva firmato un'ordinanza che bloccava i conferimenti nel sito. Un documento che è stato preso in esame dai magistrati della Procura di Nola secondo i quali la chiusura dello sversatoio è risultata immotivata dal momento che, secondo le analisi in loro possesso, non vi sono livelli di inquinamento nelle falde acquifere.

La tensione nei pressi del sito, comunque, ha ripreso a prendere corpo. Dopo il ritrovamento, nel tardo pomeriggio di ieri, di tre ordigni via Zabatta, in serata un centinaio di manifestanti sono scesi in strada e si sono recati nei pressi della Rotonda Panoramica. La forte pioggia, però, li ha costretti a far rientro nelle proprie case. E', comunque, prevedibile che il clima di agitazione non si plachi nelle prossime ore nonostante ieri, il Consiglio dei ministri abbia stabilito la cancellazione di Cava Vitiello, altro sito all'interno del Parco nazionale del Vesuvio, dalla legge varata nel 2008.

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