26 ottobre 2021
Aggiornato 19:30
«Asili dell'orrore»

Mussolini: telecamere contro gli abusi. Genitori divisi

A Pinerolo l'ultimo caso. La deputata del PDL: «Fondamentali: iniziamo dai pubblici»

ROMA - Telecamere a circuito chiuso negli asili nido per evitare che accadano abusi e violenze ai bambini, come quelle di cui sono accusate le tre maestre di Pinerolo, dove oggi i carabinieri hanno sequestrato un 'asilo nido degli orrori' nel quale i bimbi venivano picchiati, insultati e maltrattati. La proposta, già rilanciata in passato, è della deputata del Pdl Alessandra Mussolini, presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza. Divise le associazioni dei genitori.

«Le telecamere sono uno strumento efficacissimo e un deterrente: sono favorevole e non è una riduzione della privacy - dice all'agenzia ApCom - anche perchè molto spesso, come nel caso della romena colpita alla stazione Anagnina di Roma, abbiamo ricostruito tutto grazie alle telecamere. Ne avevo anche parlato con il ministro Gelmini».

Per la Mussolini «le telecamere a circuito chiuso sono fondamentali» e andrebbero messe «soprattutto nei nidi con i bambini da 0 a 3 anni, perchè a quell'età non possono esprimere un disagio. Inoltre così ci sarebbe anche un maggiore controllo per la sicurezza dei bambini. Iniziamo dai nidi comunali: non serve una legge - spiega - gli enti locali possono fare da soli con le loro disponibilità economiche. Poi arriviamo a quelli privati, che avrebbero anche una maggiore facilità di finanziamento tramite le loro rette».

Mussolini apre anche a un sistema di videosorveglianza visionabile, magari on-line, dai genitori dall'esterno: «Tutto si può fare, ma quelle a circuito chiuso sono già molto importanti per il controllo e per la sicurezza dei bambini e per prevenire questi abusi. Ma oltre alle telecamere servono pene severissime per chi commette questi reati».