12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Media RAI

Agcom diffida il Tg1, squilibrato a favore del Governo

Direzione Tg1: «Nessun squilibrio, sanzione diffida inaccettabile». L'Azienda chiederà il riequilibrio. Rizzo Nervo: «L'allievo supera il maestro»

ROMA - Squilibrio a favore di maggioranza e Governo, in particolare nel Tg1, che già richiamato su questo oggi prende una diffida. La decisione dell'Agcom - il provvedimento è adottato dalla competente Commissione Servizi e prodotti - riapre il caso del Tg diretto da Augusto Minzolini, già attaccato dall'opposizione e da Futuro e libertà, che lo cita anche nella mozione sul pluralismo presentata alla Camera. Nel mirino dell'Agcom finiscono, per lo stesso motivo, Tg4 e Studio aperto, che ad un passo dal Tg1 vengono solo richiamate.

La replica del Tg1 - «E' assolutamente improprio parlare di 'forte squilibrio' a favore della maggioranza e del governo da parte del Tg1 che ha sempre raccontato e sempre continuerà a raccontare gli avvenimenti politici secondo il principio del pluralismo». Lo dichiara la Direzione del Tg1 riguardo la diffida dell'Agcom.
«Risulta strano - si legge - che l'Agcom entri così pesantemente nell'agone politico, parlando di violazione del pluralismo da parte della nostra testata con conseguente diffida del Tg1, senza aver mai indicato preventivamente a quale dato quantitativo ci si debba effettivamente attenere. Risulta altresì singolare che la Commissione parlamentare di Vigilanza si avvalga, così come ovviamente fa la Rai, dei dati dell'Osservatorio di Pavia che vengono tempestivamente comunicati al Parlamento, mentre l'Agcom si avvale di quelli dell'Isimm pubblicati con frequenza non certa specie in assenza di competizione elettorale. La sanzione ex post è quindi difficilmente accettabile. E' auspicabile che questi problemi di ordine metodologico vengano definiti dall'Agcom».

Un paradosso, sottolinea l'opposizione. «L'allievo supera il maestro», commenta Nino Rizzo Nervo, consigliere di minoranza, che invita ora il Dg Mauro Masi a smettere «di pensare ossessivamente a Michele Santoro» e ad occuparsi «con serenità ma con fermezza di come Minzolini fa informazione nel servizio pubblico radiotelevisivo». Lo scorso 21 settembre, in audizione in Vigilanza, Masi negava che ci fosse un caso pluralismo al Tg1, posizione opposta a quella del Presidente Garimberti che, nella stessa audizione, definì il Tg1 non sufficientemente pluralista». Oggi però, con la diffida che precede - nel caso permanesse uno squilibrio - una sanzione pecuniaria, l'azienda si rivolgerà con ogni probabilità al Tg1 per chiedere un riequilibrio nelle presenze. A vantaggio dell'opposizione, ma ormai anche di Futuro e libertà.