20 giugno 2024
Aggiornato 11:00
'Ndrangheta

Gratteri: Esercito? Risposta politica del giorno dopo

Il Procuratore di Reggio Calabria: «Bisognava prima coprire i vuoti di organico nelle Forze dell'ordine»

REGGIO CALABRIA - L'invio dei militari in Calabria «non è una soluzione». «E' sempre la politica del giorno dopo a cui purtroppo i governi degli ultimi venti anni ci hanno abituato». Così il procuratore antimafia di Reggio Calabria Nicola Gratteri, intervenendo a 24 Mattino su Radio 24, critica la decisione di mandare i militari a Reggio per rispondere alla criminalità organizzata.

VUOTI DI ORGANICO - «Bisognava prima coprire gli organici vuoti di migliaia di poliziotti, carabinieri e finanzieri - ha aggiunto Gratteri -. Prima va fatto l'ordinario, poi se necessaria l'eccezionalità. E' anche una questione di costi. Se arrivano dei militari bisognerà provvedere alla logistica, all'aspetto amministrativo. Se invece trasferiamo stabilmente delle persone non dobbiamo pagare missioni o trasferte».
«Questi militari - prosegue Gratteri - avranno bisogno di due mesi per imparare nomi e cognomi, il mese successivo inizieranno a lavorare e il mese dopo ancora saranno riassorbiti pian piano». Gratteri ha anche raffreddato l'entusiasmo sui trionfalismi nella lotta alla criminalità organizzata: «Da gennaio a oggi abbiamo arrestato mille 'ndranghetisti e in questo momento ce ne sono liberi 10mila nella sola provincia di Reggio Calabria. Come si fa a dire che la 'ndrangheta è in crisi?».